I VASI D’AMORE

Si racconta che in certe notti la regina Hatshepshut potesse scorgere una seconda luna.
Erano notti profumate dalla pelle dei suoi amanti:
la regina adorava dipingerli d’olio di cedro,dalle dita dei piedi ai talloni,dai talloni ai ginocchi,dai ginocchi al ventre,al petto,alle spalle,e dal collo alle guance polite dal vento del deserto.
La fragranza della pelle così massaggiata da mani di regina si mischiava al fiato dell’eccitazione,le bocche aperte sull’incenso profuso nella camera per l’amore lasciavano la loro forma per un istante nell’aria densa,che ad un voyeur sarebbe apparsa un’alcova tappezzata da un broccato di bocche.
Si racconta che in quelle notti,congedato l’amante,la regina Hatshepshut disponesse su di un tavolinetto d’ebano antico,due vasi:
in quello più piccolo a forma di goccia travasava l’amore,mentre nel grande vaso calava la luna dal soffitto aperto:
ma non era la vera luna,che continuava ad argentare la nube d’incenso sopra il talamo,era una luna nuova sorta dal suo fiato,una luna dolce come mille datteri tra le labbra…

André Che Isse

André Che  Isse Il vasaio degli dèi per il VII tavolinetto della regina HatshepshutAndré Che Isse
”Il vasaio degli dèi per il VII tavolinetto della regina Hatshepshut”
107x50cm,opera retroilluminata,agosto 2014

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