Stavo proprio così:
come quando i pensieri rimangono più veri del pensabile;
fluttuano senz’aria, ma afferrabili.
Poi per ragioni non comprensibili: le dita come una teofania;
un pizzo a mezz’aere.
E le idee salivano come aerostieri scienti,
ma tutt’intorno visibile la stanza era quella conosciuta.
Inspiegabile a volte la lettura tersa dell’attimo!
Ecco le parole che sussurro forse non per me, io le conosco già,
per chi ami dentro le comete veloci;
per chi hai pensato intensamente solo col guardo…
In bocca si sedimenta ora tutto quello che saremo prima di nascere.
André Che Isse