IL COLLO DEL PIEDE COME ARCO D’ULISSE

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IL COLLO DEL PIEDE COME ARCO D’ULISSE

una parola cribrata con cura
la curva che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti!
tra le tue scapole mi ammuso

André Che Isse

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SE TOLGO IL NARRABILE DALLO SCRIBA RIMANE LA CURVA DANZATA

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SE TOLGO IL NARRABILE DALLO SCRIBA RIMANE LA CURVA DANZATA

ci sono parole che lucidano le ali
e non vado da nessuna parte senza di loro!
danzo come calligrafo senza staccare la china dall’eterno

André Che Isse

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L’IPOTENUSA DI ALMA

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L’IPOTENUSA DI ALMA

raccolgo gli atomi più ebri come limoni di manet
mentre il giorno principia sulla curva del pensiero sciente
ho intessuto il gesto come sassi piatti lanciati nel meriggio di un fauno

André Che Isse

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ESISTE IL GIALLO CROMO PERCHE’ I POETI TINTEGGIANO IL CIELO

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ESISTE IL GIALLO CROMO PERCHE’ I POETI TINTEGGIANO IL CIELO

la sostanza del pensiero è algoritmo d’alma poietica
tra il guardo e i querceti, immoti eoni nel mezzo
così tracanno barrendo suità gaudiosa!

André Che Isse

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L’INFINITO NON E’ MAI STATO PIU’ VICINO DI UN HAIKU

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L’INFINITO NON E’ MAI STATO PIU’ VICINO DI UN HAIKU

cosa ho fatto della mia vita se non coltivare incantamenti soltanto
Nascersi dall’Esserci!
collezionando l’Ebbrezza di Equilibrio sul periplo dell’attimo

André Che Isse

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PAREIDOLIE DI BABILONIA

PAREIDOLIE DI BABILONIA

ogni gesto incide il tempo
come fior di giallo cromo
immortal come pensiero

André Che Isse

I PARALIPOMENI D’ERBARI CHIMEROSI:
IV. “pareidolie di babilonia”
37 x 28 cm
tempera da muro, giallo da vetro
agosto 2026
OPERA RETROILLUMINATA

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