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IL COLLO DEL PIEDE COME ARCO D’ULISSE
una parola cribrata con cura
la curva che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti!
tra le tue scapole mi ammuso
André Che Isse
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IL COLLO DEL PIEDE COME ARCO D’ULISSE
una parola cribrata con cura
la curva che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti!
tra le tue scapole mi ammuso
André Che Isse
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SE TOLGO IL NARRABILE DALLO SCRIBA RIMANE LA CURVA DANZATA
ci sono parole che lucidano le ali
e non vado da nessuna parte senza di loro!
danzo come calligrafo senza staccare la china dall’eterno
André Che Isse
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L’IPOTENUSA DI ALMA
raccolgo gli atomi più ebri come limoni di manet
mentre il giorno principia sulla curva del pensiero sciente
ho intessuto il gesto come sassi piatti lanciati nel meriggio di un fauno
André Che Isse
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ORTO A COLTURA EUDEMONICA
mi sillabo le molecole addosso
le rinomino da 1 all’infinito
e in giorni qualunque ci cammino dentro
André Che Isse
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ESISTE IL GIALLO CROMO PERCHE’ I POETI TINTEGGIANO IL CIELO
la sostanza del pensiero è algoritmo d’alma poietica
tra il guardo e i querceti, immoti eoni nel mezzo
così tracanno barrendo suità gaudiosa!
André Che Isse
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PROIEZIONE ORTOGONALE DEL DISIO
ho invaligiato pareidolie di babilonia nell’eterno
più lentamente del tempo
obliquato di neve
André Che Isse
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NATO DALL’IDEA CHE NASCE A SE STESSA
separo l’aria dal pensiero
il mio albero è quello che ho cresciuto
il silenzio è la pausa tra due note
André Che Isse
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L’INFINITO NON E’ MAI STATO PIU’ VICINO DI UN HAIKU
cosa ho fatto della mia vita se non coltivare incantamenti soltanto
Nascersi dall’Esserci!
collezionando l’Ebbrezza di Equilibrio sul periplo dell’attimo
André Che Isse
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IMPUNTATURA D’ALMA
traverso l’immota capacità dell’infinito
pittando l’aere d’idee
un aerostiere assiro su periplo d’attimo
André Che Isse
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