perché si obliqua il capo per baciarsi? è forse come l’asse terrestre inclinato di fronte all’universo? attendo le tue labbra come si attende l’estate ovunque sarai ti troverò col capo inclinato tra gli equinozi
forse cerchiamo chi ci segga dietro l’iride?! ed io ho disegnato sulla pelle del guardo un giardino d’estate! l’ho disegnato per chi lo leggerà nella stanza dei profumi c’è chi accompagna e chi invece è della stessa sostanza dell’altro
amo l’estate perché è già accaduto tutto e il tempo inizia dove si posa il guardo lussurio in Essere mentre ti bacio così lentamente che in fondo alla notte rimane il tuo pensiero in bocca
André Che Isse
* (dal Catalogo LA LUCCICANZA D’ALMA; già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)
lancerò un sasso piatto sull’acqua per cogliere i cerchi in ceste da giardino e anche senza fare nulla ho già riempito il mondo mirandolo adoro indossarmi il tempo come una camicia nuova! sentirsi eterni a piedi nudi saporando ciambelle per fauni
ardo immoto la commozione gaudiosa nel movimento angolare del cogito legato alle rose come Sebastiano ai dardi! mentre tu mi affoghi d’amore la bocca amo inventarti l’amore come fosse la tua prima ruota nella neve!
e ascolto tutti i silenzi del mondo come un agrimensore rinascimentale un danzatore poeta che materia i gomiti agli arcangeli ebri! è auscultando ciò che sono che dispiegai l’ala trovando l’iperbole dell’Esserci ad angoli eudemonici
André Che Isse
* (dal Catalogo LA LUCCICANZA D’ALMA; già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)
ho volato prima che imparassi le ali posso vedere la luccicanza delle idee saltare come delfini
ebro d’azzurro monaco icario guglia di sole curva d’amore
mi sono ubriacato di pieghe Barocche sull’orizzonte degli eventi così tanto da girotondare due volte l’eterno coi bracci qui non si tratta di essere diversi ma unici! come impronte digitali nel miele
amo il pensiero che sa di pensare amo l’idea che inventa la ruota!
André Che Isse
* (dal Catalogo LA LUCCICANZA D’ALMA; già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)
la misura dell’anima sta in mezzo all’eterno aurorale dai calcagni azzurri quando la curva del piede s’appoggi alla curva del mondo
seggo dentro l’ebbrezza che soppesa il mio eterno ho braccia d’ali per mescere l’aria con le curve e pieghe Barocche di fiori nel dorso tatuato di mele
l’idea di materia è pari al peso spostato dal guardo che l’asse del cosmo àncora all’aire del mondo così che l’aseità del gomito sia azimut ignudo per stelle scienti
cos’è questo mio poetarsi addosso? non è forse già eternità indossabile?! è il sole invece del sangue!
André Che Isse
* (dal Catalogo LA LUCCICANZA D’ALMA; già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)
il mio braccio disteso arriva un palmo più in là dei sogni senza muovere il sole dalla pelle il tuo nastro tra i capelli è disio rubato a una cometa
mentre miro dove cade il mare poeto la curva sul tuo collo giapponese lo mordo nella luna un momento prima della nuca tra i miei ginocchi i tuoi passi sulla luna
e ora ti alzerai come ogni giorno sulle tue gote di acero rosso la prima volta che ti vidi dormire nella notte volevo rubarti la bocca con le tue labbra avrei baciato il disio nel dorso
per amare devi avere un cesto di stelle fresche labbra ad angoli di luccicanza ed esserci sulla luna a raccoglierLe il guardo
André Che Isse
* (dal Catalogo LA LUCCICANZA D’ALMA; già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)
cadrà la pioggia e mi sdraierò tra le gocce nel silenzio asciutto voglio infilare i gomiti dove l’acqua è sapida d’amore entrare nella pioggia sentendosi a casa per questo ho costruito un capanno dove cadono le nubi e se tolgo tutte le gocce dalla pioggia rimane la forma dell’amore
l’eterno è vuoto senza la sostanza che lo curvi la mia curva del braccio è dima sciente! da dietro l’universo fin dove cade il mare danzo a gomito scalzo prima del mare l’idea del mare tracciata col carbone cos’è lo spazio se non dove io possa curvare il mio braccio d’arciere!? e tu siedi con me le arance tra i ginocchi
André Che Isse
* (dal Catalogo LA LUCCICANZA D’ALMA; già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)
potrei guardarti fino alla fine del mondo e poi dietro l’universo lucidarti le ali mentre cavalco comete sulla mappa del tuo dorso così che possa sentire le tue scapole pensare
gli amanti non vogliono essere immortali perché non sono del mondo essi vivono ammusati sui meli vicino le lune l’amore che giocava col cerchio ha riempito le sue tasche di mele e quando vagolo tra i pensieri faccio un tratto d’universo ubriaco di tigli odorosi
appoggio le labbra sulle labbra tanto quanto l’amore inventò l’Uomo tanto quanto i fiori hanno bramato il sole mentre il cuore rimbalza sul palato come bolle di sapone << baciami dove inizia il mondo senza togliere il fiato dalle labbra! >>
André Che Isse
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(dal Catalogo LA LUCCICANZA D’ALMA; già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)
mille passi prima del nulla, 999, 998 piano, più piano, ch’io possa contar le molecole, riempirmi le tasche con risa di fiori, e gonfiare le gote con curve di nubi; ancora un po’ di sole prima che tutto svapori, mille passi per fare l’eterno, 997, 996, piano, più piano, mille passi per baciarti ancora l’arco della tua bocca rossa, più lentamente del tempo
André Che Isse
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(dal Catalogo LA LUCCICANZA D’ALMA; già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)