LE GRU LACCATE A NEVE

cogito mentre penso,

il pensiero che pensa al pensiero è l’idea che inventa l’Uomo

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nei dorsi di rubens la bellezza ignuda,

per il poeta la distanza tra le parole è misura tra ora ed eterno

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quanti disii sbramati per la felicità?

1000 o solo monadi per l’Essere?

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non so di un tempo dietro il tempo ma conosco il tempo mentre nasce:

il guardo di prua mentre accade proprio dove tra attimo e tempo aulisca l’alma

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allora m’attergo d’estasi supino al meriggio allocchito d’azzurro bastevole

ché non conta il fare ma i fruscii dell’ala inventati

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quando il silenzio è tutte le pause tra le note

sfrigola l’eleganza curvando i ginocchi di gru nella neve

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André Che Isse

PETTINO LA LUCE PER CURVARE L’ENTROPIA A CHIOMADORO

amo il pensiero che sa di pensare

amo l’idea che inventa la ruota!

amo l’ordito dell’attimo per tramarvi l’eterno

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quando il pensiero ha la stessa curvatura dell’anima:

nell’arco del mio braccio danzante ormeggia: sostanza eudemonica ignuda

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più penetravo l’alma più disoccultavo l’ala che pettina la luce dall’entropia

tanto che tra l’ordito del sole trami l’ala: filodarianna ebro dorsale!

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la luce che attraversa le persiane di legno antico traccia sull’assito l’Essere del sole

una complicità esoterica tra l’Esserci e le risa dietro l’universo

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l’eterno è somma degli attimi scienti

prima del sonno il mio fremito argento per tornare presto sapiente d’attimo!

ma l’ipotenusa dell’ala è pari a infinito quando nulla accade

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André Che Isse