HO MANGIATO ROSE ALL’ALBA IN UN GIARDINO DI NEVE

emozionato di vivere
guardo beccheggiare il fiato
tra le dita e il giorno

quando i polsi battono sul tetto del mondo
esplode una stella in nastri di luce
ed io mi accordello d’ebbrezza

si fa presto a dire e nulla più
ma di fronte al nulla tutte le strade luccicano
negli angoli sulle pieghe degli orti

una galassia nel giardino
il tuo nome in un fiore
raccolto per farti una torta

e poi ciliegie nelle nari
grappoli di baci sull’albero di mele
uno sciamano nella neve

la mia coda è una cometa
e la pettino col tuo sguardo
tra l’umore della luna e l’amore

André Che Isse

LA NEVE NELLA SCHIENA

Edran guardava la schiena di Nagiko come guardava la luna.
Gli sembrava di vedere due grandi ali,bianche come una luna innevata.
E camminare nella neve fresca prima dell’alba lo ubriacava di fiaba.
Le ginocchia che entrano nel bianco silenzio della notte sfrigolando l’increspatura molecolare dei fiocchi,rallentavano il tempo,dando ad Edran l’impressione vivida del primo giorno del mondo.
Era in quel preciso istante,dove potevi inalare l’infinito,che Edran si sentiva di camminare nella schiena di Nagiko,come passi allunati senza peso ma calzati di stelle.
Edran guardava la luna specchiarsi nella schiena di Nagiko,come Narciso nell’acqua,affogando tra le scapole argentate.
E negli occhi di Nagiko saliva una luna di neve con le impronte fresche di Edran.

André Che Isse

10881669_382228318618659_3524453566388425558_nAndré Che Isse fotografato da Rosario Santimone
dicembre 2014

IL GOMITO IN BOCCA

passacaglia di sguardi di luna tra peonie bianche di neve
forse la mia coda ha i capelli di una cometa nera

tra le tue scapole mi spiaggio argentato
mentre i tuoi piedi scalzi sotto la gonna a pieghe non fanno rumore

a tutte le stelle viene chiesto di vivere per sempre
e il loro gomito punta dritto dove cade il mare in fondo alla gola

i baci si ritrovano da soli come piatti sassi sull’acqua
e le increspature del primo giorno del mondo ancora sulle labbra

André Che Isse

VOGLIO AMARTI DALLE DITA ALLA LUNA

esiste uno sguardo che ti porterai dentro per sempre
come quello della luna quando passi dal parco rincasando

le tue mani stringono l’amore come fosse la tua stessa vita
e se lo lasci andare perderai te stesso per almeno una vita

riconoscere il sapore del fiato tra la sua bocca e i pensieri
in un cesto le tue mele rosse nell’altro l’albero per il letto

si parla tanto di angeli poi li trovi in una giornata di neve
a tirar palle insieme a scambiarsi un solo sguardo di stelle

André Che Isse

L’INCANTAMENTO DEI GINOCCHI SULLA DORSALE DEL COGITO

m’infilo il mondo dalla luna facendomi la coda ai capelli
mi ammuso alle tue gote per ascoltare frinire le comete

quanto tempo deve passare prima che finisca l’infinito?
e tra le dita lo faccio ruotare come una biglia di vetro

mi accorgo ad ogni passo che è appena nato l’universo
e lo posso raccontare alle stelle e a te che mi dai il luccichio

non chiedere mai di baciare dio in bocca chiedilo al tuo amore
amore mio posso baciarti per tutta la notte senza staccarti le labbra?

ti raccoglierei le rose rosse di mele che crescono nella tua schiena di neve
per riempirmi la bocca di fiori per collezionare il tuo riso dorato

e quando il giorno sarà piegabile come le tue dita di chopin
distendersi nel nucleo del sole sarà piegare il tempo sotto 12 lune

André Che Isse