LABBRA EBBRE

la parola che nasce dal pensiero prende forma in bocca come qualità d’amore
come bacio d’amante innato quando bocca sia curva di fiori

è sapore arcato leggiadria a mani di vasaio in calice vermiglio
e il pensiero da cui nasce rinasce a labbra ebbre

ho gonfiato le vene del sole a gigli di neve insciente
li stivo in bocca a curva di palato l’attimo prima che scocchino pensiero

ma se ausculto il mondo con la bocca la pioggia mi bagna per primo
e come polena al tempo dalle labbra principi l’ora

così che prua eudemonica dietro l’universo tracanni il logos dionisiaco
tanto quanto dardo ulisside transverberi la bocca del cuore

mille parole mille baci un solo guardo adamantino
la curva della tua bocca nell’arco di ulisse

André Che Isse

LA COMMOZIONE GAUDIOSA NEL MOVIMENTO ANGOLARE DEL COGITO

dove finiscono gli alberi iniziano le mie tasche
dove finiscono le mie tasche fioriscono i ciliegi

la bellezza è quella molecola dell’anima che il guardo scocca
e ciò che ci affattura è narciso al suo riflesso, la nostra anima nello specchio del mondo

di un giorno mi accuccio in un’ora e sul suo limitare trovo un punto di eterno
così come capire una cometa che attraversi la cruna di un’idea

perché la curvatura della singolarità è il gomito di un danzatore dietro l’universo
tanto che tatuando se stessi sui bracci si possa conoscere come nascano le stelle

per questo ho camminato dove la luna arrossa le gote agli amanti
sul suo periplo ebro ausculto lo spazio fisico del pensiero d’argento

e se beccheggio immoto i diti sull’aria, l’esserci trova la radiazione sciente di fondo
proprio mentre nelle mie tasche si curva la commozione dei ciliegi

André Che Isse

LA CURVA LEGGIADRA DELL’ALA

è ascoltando ciò che sono che dispiegai l’ala
trovando l’iperbole dell’esserci ad angoli eudemonici

il fiato serve alle piume per capire la pelle del sole
allocchito tra aranceti a volute gemmate oltremare

così aggallo pensieri sontuosi a curvatura ulisside
stral’idee d’argento scoccanti ebr’ignudi

e quando batte l’ala sull’aere l’esserci s’india
e spuma gaudioso l’albume sciente dai bracci

tanto che mille giorni soltanto siano mille atomi scalzi in vasi da fiori barocchi
ad ogni battito di ciglia un battito d’ala ché il guardo sia dono dell’angelo

non è forse la dolcezza essere in poesia?!
e poi nastrasti la chioma con ali di seta curvate di cipria

André Che Isse

I DANZATORI DAI DORSI D’ARGENTO

André Che Isse

I DANZATORI DAI DORSI D’ARGENTO

(trittico)

II. la danza delle gru del labirinto illeggiadrita dai bracci teseici

I. il fiore di loto sacro nel dorso di dioniso

III. contando coi diti le curve dei fiori

200×231 cm
(200×77 ciascheduno)

tempera da muro,argento da vetro,
timbri,vernice lucida finale,
corda cucita su misto cotone

agosto 2019

OPERA RETROILLUMINATA

***

(la stessa opera)

ILLUMINATA FRONTALMENTE

LE MACHINE EUDEMONICHE: 4^

André Che Isse

LE MACHINE EUDEMONICHE:

4^

“dove finiscono gli alberi iniziano le mie tasche”

TRITTICO:

La Curva Ebra dell’Haiku,

I

studio tredicesimo:
nono fiore d’erbario;

II

studio quattordicesimo:
decimo fiore d’erbario;

III

studio quindicesimo:
undicesimo fiore d’erbario)

130,5×300 cm
(130,5×100 ciascheduno)

tempera nera da muro su carta velina,
matita nera,nastro carta,vernice lucida finale,
blu cielo da vetro
su misto cotone

agosto 2019

OPERA RETROILLUMINATA

LE MACHINE EUDEMONICHE: 3^

André Che Isse

LE MACHINE EUDEMONICHE:

3^

“Senza mai staccare le labbra dalla bocca dei fiori”

TRITTICO:

La Curva Ebra dell’Haiku,

I

studio undicesimo:
settimo fiore d’erbario;

II

studio dodicesimo
ottavo fiore d’erbario;

III

studio decimo:
sesto fiore d’erbario

130,5×300 cm
(130,5×100 ciascheduno)

tempera nera da muro su carta velina,
matita nera,nastro carta,vernice lucida finale,
carminio da vetro
su misto cotone

luglio 2019

OPERA RETROILLUMINATA

La Curva Ebra dell’Haiku, studio tredicesimo: nono fiore d’erbario

André Che Isse

“La Curva Ebra dell’Haiku,
studio tredicesimo:
nono fiore d’erbario”

130,5×100 cm

tempera nera da muro su carta velina,
matita nera,nastro carta,vernice lucida finale,
blu cielo da vetro
su misto cotone

agosto 2019

OPERA RETROILLUMINATA

LA PELLE D’OCA DELL’ALA

LA PELLE D’OCA DELL’ALA

la mia increspatura emozionale sorge alla pelle
come allunaggio stuporoso d’ebre torri merlate

non era la vita che mi attraversasse
io percorrevo la vita come il sole dardeggia!
non conoscevo le emozioni di un viaggiatore
io ero il viaggio che cammina se stesso!

stivato vermiglio spumo di rose la curvatura ebra
un’anatra gialla nello stagno,un campo dorato dal treno
in coscienza: giallo van gogh
in essere: bracci tessuti d’argento

allora la fragranza nuda dei fiori marinati in calice di china
e la bocca che curva l’amore in bocca

André Che Isse

La Curva Ebra dell’Haiku, studio quindicesimo: undicesimo fiore d’erbario

André Che Isse

“La Curva Ebra dell’Haiku,
studio quindicesimo:
undicesimo fiore d’erbario”

130,5×100 cm

tempera nera da muro su carta velina,
matita nera,nastro carta,vernice lucida finale,
blu cielo da vetro
su misto cotone

agosto 2019

OPERA RETROILLUMINATA

LA PIEGA BAROCCA DELL’ESTASI

LA PIEGA BAROCCA DELL’ESTASI

il silenzio dell’estate è l’estasi dell’uomo ebro
c’è una commozione gaudiosa in un meriggio scalzo
un silenzio materiato di elisii
dove la sostanza eudemonica è silenzio del sole

se prendo l’eterno e ne seggo in mezzo
non avrò ancora più di un giorno?!
un giorno lungo tutto il tempo del mondo!
col guardo che curvi il silenzio in elisio

non pensa forse un fiore in pelle di silenzio?!
un silenzio nato dietro a increspatura d’universo
una piega barocca dell’estasi
ove silente radiazione di fondo sia frinire di un dio

André Che Isse