vagheggio la curva del tuo collo giapponese come agrimensore agli apogei e fantasio icario gli orti d’aerostiere argivo aulentissimo così m’apparecchio il giorno di lecconerie immortali!
ho curvato il caos un aerostiere sullunare che si lanci dietro l’universo pettinato il tuo disio! se di un attimo sono agrimensore scalzo m’eterno eudemonico ammusato tra le tue scapole di neve! danzo per tracciarti la mappa così che dovunque tu sia potrai mescermi il guardo quello stesso che obliqua le stelle! col pensiero nacque il mondo lo tengo in bocca come ti baciassi la prima volta danzo per pinger l’alma! così ho cardato il caos