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IL COLLO DEL PIEDE COME ARCO D’ULISSE
una parola cribrata con cura
la curva che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti!
tra le tue scapole mi ammuso
André Che Isse
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IL COLLO DEL PIEDE COME ARCO D’ULISSE
una parola cribrata con cura
la curva che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti!
tra le tue scapole mi ammuso
André Che Isse
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SE TOLGO IL NARRABILE DALLO SCRIBA RIMANE LA CURVA DANZATA
ci sono parole che lucidano le ali
e non vado da nessuna parte senza di loro!
danzo come calligrafo senza staccare la china dall’eterno
André Che Isse
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L’IPOTENUSA DI ALMA
raccolgo gli atomi più ebri come limoni di manet
mentre il giorno principia sulla curva del pensiero sciente
ho intessuto il gesto come sassi piatti lanciati nel meriggio di un fauno
André Che Isse
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“The body becomes a sign. Movement becomes mythology.
In André Che Isse’s Dancers, the human figure is transformed through impossible postures, tension and balance. Bodies bend, contract and expand, becoming almost architectural forms suspended between dance, ritual and imagination.
Painter, dancer and poet, Che Isse has developed this universe over more than two decades, creating his own constellation of guardians, gymnosophists and mythical dancers. His figures inhabit a language in which the body is no longer simply represented: it becomes a vessel for movement, thought and symbolic transformation.
Created with materials including wall tempera, rust, pencil, glass pigments and cord sewn directly onto fabric, many of these works are conceived to be backlit. Light passes through the surface and radically changes their presence: what appears warm, earthy and material under frontal light can emerge in luminous, almost electric blue when illuminated from behind.
The result is a body caught between matter and light, anatomy and abstraction – a dancer that seems to exist in a space of its own.”
LART UNIVERSE OFFICIAL
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ORTO A COLTURA EUDEMONICA
mi sillabo le molecole addosso
le rinomino da 1 all’infinito
e in giorni qualunque ci cammino dentro
André Che Isse
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ESISTE IL GIALLO CROMO PERCHE’ I POETI TINTEGGIANO IL CIELO
la sostanza del pensiero è algoritmo d’alma poietica
tra il guardo e i querceti, immoti eoni nel mezzo
così tracanno barrendo suità gaudiosa!
André Che Isse
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PROIEZIONE ORTOGONALE DEL DISIO
ho invaligiato pareidolie di babilonia nell’eterno
più lentamente del tempo
obliquato di neve
André Che Isse
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NATO DALL’IDEA CHE NASCE A SE STESSA
separo l’aria dal pensiero
il mio albero è quello che ho cresciuto
il silenzio è la pausa tra due note
André Che Isse
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L’INFINITO NON E’ MAI STATO PIU’ VICINO DI UN HAIKU
cosa ho fatto della mia vita se non coltivare incantamenti soltanto
Nascersi dall’Esserci!
collezionando l’Ebbrezza di Equilibrio sul periplo dell’attimo
André Che Isse
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IMPUNTATURA D’ALMA
traverso l’immota capacità dell’infinito
pittando l’aere d’idee
un aerostiere assiro su periplo d’attimo
André Che Isse
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