PAREIDOLIE DI BABILONIA

PAREIDOLIE DI BABILONIA

ogni gesto incide il tempo
come fior di giallo cromo
immortal come pensiero

André Che Isse

I PARALIPOMENI D’ERBARI CHIMEROSI:
IV. “pareidolie di babilonia”
37 x 28 cm
tempera da muro, giallo da vetro
agosto 2026
OPERA RETROILLUMINATA

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L’AUTARCHIA TRASCENDENTALE DELL’ESSERCI

André Che Isse
L’AUTARCHIA TRASCENDENTALE DELL’ESSERCI
(trittico):

I. “l’immanenza del pensiero che sa di pensarsi”
II. “l’eudemonia sta nel mezzo dell’alma”
III. “il disio come imbandigione dell’attimo”

108 x 300 cm
(108 x 100 cm ciascheduno)
tempera da muro,ruggine,timbri-cartigli di Isse,corda cucita su misto cotone
luglio e agosto 2026
OPERA RETROILLUMINATA

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SINFONIETTA

ho tracciato col carbone il guardo
supino per suità
raccolto luccicanza d’alma
perennato il disio
le dita nel sapere inzafardate
cantami o musa come ridevi d’amore!


la matita dell’essere attimo
che non stacca il suo dorso d’arciere
sciente contrappunto immanente
così incedo aerostiere
pareidolia dionisiaca tra le tue gote di acero rosso
qui tra la bocca e il pensiero


André Che Isse

EBRO NOSTROMO

bisogna trovarsi vocazionali per trovarsi di suità l’alma
è innamorarsi follemente dell’Esserci!
disoccultare volontà di potenza immota oltre l’Uomo
danzare la luccicanza!


i ginocchi millanta girotondi sul sole nell’attimo
e mentre batto il guardo nasce l’idea che non c’era prima
così principiò l’universo dal pensiero!
supino alle stelle ti ho vista la nuca nella neve


la bocca si eterna di lune
nostromo!
su filodarianna mi fantasio aerostiere
artefice di un atomo


André Che Isse

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LA CURVA GAUDIOSA

LA CURVA GAUDIOSA


dove finiscono gli atomi principia il pensiero
lo distendo in mezzo all’eterno
è un attimo che curva l’universo!


André Che Isse

dal mio XXX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

IMBANDIGIONI D’AMORE IN TAZZA GRANDE

mi aggeggio di elisio
con la stessa cura con cui piego l’aria per metterla in tasca
mi argomento senza gualcirla millanta di ali mentre divoro la neve


mi albergo d’infinito
come bolle di sapone per i gomiti delle stelle
non riesco a smettere di guardarti l’attimo negli occhi


la tua bocca di fronte la mia: non fanno angoli
ti scrivo coi ginocchi di una cometa mentre danzo sui draghi
per curvare il pensiero all’universo


m’inazzurro immoto
e se l’incesso del ramo sarà più lentamente di un solo eterno
sarà bastevole a disegnarti i talloni nei fiori


André Che Isse

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(da:

24 EUDEMONIE ELETTIVE)