OSMOSI ELISIA
lascio che il giorno mi poggi bocca su alma
come panni stesi al sole
e non so più chi baci chi
André Che Isse
OSMOSI ELISIA
lascio che il giorno mi poggi bocca su alma
come panni stesi al sole
e non so più chi baci chi
André Che Isse
mi aggeggio di elisio
con la stessa cura con cui piego l’aria per metterla in tasca
mi argomento senza gualcirla millanta di ali mentre divoro la neve
mi albergo d’infinito
come bolle di sapone per i gomiti delle stelle
non riesco a smettere di guardarti l’attimo negli occhi
la tua bocca di fronte la mia: non fanno angoli
ti scrivo coi ginocchi di una cometa mentre danzo sui draghi
per curvare il pensiero all’universo
m’inazzurro immoto
e se l’incesso del ramo sarà più lentamente di un solo eterno
sarà bastevole a disegnarti i talloni nei fiori
André Che Isse
*
(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
LE GRU LACCATE A NEVE
*
l’idea che inventò la ruota è la mia ebbrezza quotidiana!
il pensiero che pensa al pensiero è l’idea che inventa l’Uomo
*
narrami i ginocchi allunati d’aedo danzante!
così saprò sempre quale stanza del labirinto ha il sole
*
per il poeta la distanza tra le parole è misura tra l’attimo e l’eterno
dalle stelle l’odore della notte sa di erba tagliata al meriggio
*
non so di un tempo prima del tempo ma conosco il tempo che nasce
l’Essere immerso nell’Esserci aggalla per elisio
*
quando cammino nella neve m’innamoro
non conta il fare ma i fruscii dell’ala inventati
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e quando il silenzio è tutte le pause tra le note
sfrigola l’eleganza curvando i ginocchi di gru nella neve
*
André Che Isse
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Dal Catalogo:
LA LUCCICANZA D’ALMA
(già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)
cos’è il respiro per l’uomo sciente
se non un corridoio formidabile d’idee?!
ove fantasiare ciò che si è nell’attimo in cui lo s’incede
*
cogliendo i silenzi come arance
scalzo sull’estate
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e ho lasciato che l’alma aggallasse
non c’era nulla da fare
soltanto immoto nella fragranza dell’Essere
*
la corrente eudemonica ascensionale
sta all’ala sciente
come l’Idea prima dell’Esserci
*
André Che Isse
ho disegnato il giorno con la sostanza dell’alma
ho posizionato un vaso come una roccia di giardino zen
incedo tra la forma dell’idea e l’erba tagliata d’eliso
*
sussurro sul giorno gesta di luna
mentre barrisco la notte i nomi di Imhotep
è per loro che edifico la camera dei delfini!
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cogito dove l’aere traluce nella misura rubata all’eterno
scalzo disbramo assiso d’ebbrezza
dove principia il pensiero dell’Essere è il primo giorno del mondo!
*
l’universo per l’Esserci sta sulle dita
e quando il fiato mi traversa sciente è una cometa
allora mi pettino la coda come Boristene la via lattea!
*
André Che Isse
supino a Babilonia
il mio dorso non si stacca dalle rose
mentre danzo l’ipotenusa dei gigli
*
una distanza di passi eternale
eppure ardiamo insieme!
*
sono nato da un sogno
l’ho disteso come filodarianna
ove m’equilibro ora come eclittica d’eliso
*
siedo dove principia il pensiero
l’ala mi ha inventato
trabocco d’incontenibile ebbrezza!
*
André Che Isse
sto in mezzo all’estate come ala immota d’un sogno
non più vivere ma soltanto Essere
non più amare ma soltanto Esserci
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del resto cosa deve rimanere per l’eliso?!
nascersi dal pensiero che inventa la ruota!
il mio corpo ora ha la stessa sostanza dello spirito
*
Aerostiere sidereo
Agrimensore rinascimentale
Artifex ebro!
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mangio i fichi supino di poiesi
e se tolgo il battito dall’ala posso tracannare il silenzio a garganella
del resto come Borges nella torre dell’Aleph di lanterne magiche imparadisato
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André Che Isse
ho tracciato una linea col carbone
in principio ho messo le idee,1000 anni luce sul fondo
nel mezzo la curva dei bracci
*
i pensieri senza mani in Essere
ho piegato il giorno in eoni come ulisside l’arco
*
bisognava seguirne la convessità delle pietre di pece
fin dove nacque l’idea del Barocco
solo se incedo sulla luccicanza dei ginocchi giungerò l’eliso
*
avvolgo la felicità nell’oro del fiato
lo piego fino alla fine del mondo
così che steso ora mi eterni!
*
André Che Isse
sfilo i pensieri dall’orto ordito
pensieri che guardano se stessi nascere
idee ingemmate per suità eternale
*
ti ho vista dormire in una rosa dietro l’universo
la curva del sonno aveva la stessa sostanza del mio braccio d’arciere
il silenzio dei sogni di notte rimane odoroso
*
allineo i pensieri come pianeti numinosi
così che tutti gli accadimenti siano in sublimità
ogni attimo avrà la giustezza di curvatura eudemonica
*
stivarsi di stelle!
tracciarne luccicanza silente
e illeggiadrirsi d’ebbrezza elisia
*
André Che Isse