INCESSO D’ALA
metamorfoso la luccicanza del silenzio
medesimezza d’alma!
orto aurorale per suità scalza
e ancora tra i diti le risa degli eoni
André Che Isse
INCESSO D’ALA
metamorfoso la luccicanza del silenzio
medesimezza d’alma!
orto aurorale per suità scalza
e ancora tra i diti le risa degli eoni
André Che Isse
come s’appoggia l’alma in esserci?
aggallo più lentamente del tempo!
la distanza dalle stelle si misura con le dita
ho fantasiato col gesto immoto
capovolto le idee per vederle nascere
arrovesciare le tue gote per custodirle in secreto
ti guardavo guardarmi mentre sognavi l’amore
appoggiato le labbra nel disio
senza mai staccarle dai fiori
come s’appoggia l’alma in esserci?
una gugliata bastevole d’ala!
supino sciente amaranto
André Che Isse
distendo le dita sugli eoni
non ciò che scorre ma positura nuda del gesto
la parola lumeggia l’ala
per questo il poeta sa sempre il peso dell’alma
ho migrato immoto
senza staccare mai il pensiero dal fiato!
e l’intervallo emozionale dal fiato ai ginocchi
è misura eternale!
l’eudemonia sedimenta tra i neutrini scienti
nello spazio vuoto dell’atomo albergo
leggo il tempo sul tuo collo giapponese
e subitamente per sempre!
André Che Isse
lancerò un sasso piatto sull’acqua per cogliere i cerchi in ceste da giardino
e anche senza fare nulla ho già riempito il mondo mirandolo
adoro indossarmi il tempo come una camicia nuova!
sentirsi eterni a piedi nudi saporando ciambelle per fauni
ardo immoto la commozione gaudiosa nel movimento angolare del cogito
legato alle rose come Sebastiano ai dardi!
mentre tu mi affoghi d’amore la bocca
amo inventarti l’amore come fosse la tua prima ruota nella neve!
e ascolto tutti i silenzi del mondo come un agrimensore rinascimentale
un danzatore poeta che materia i gomiti agli arcangeli ebri!
è auscultando ciò che sono che dispiegai l’ala
trovando l’iperbole dell’Esserci ad angoli eudemonici
André Che Isse
*
(dal Catalogo
LA LUCCICANZA D’ALMA;
già nelle
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
ho enfiato il pensiero d’ebbrezza!
aerostiere d’idee!
ogn’istante una vela!
*
tra le gote vermiglie le stelle
supino d’equilibrio
tra gli orti ortogonali mondriani
*
così ho danzato un gesto di vapore
sull’ala dell’atomo immoto
come calligrafo senza staccare la china dall’eterno
*
perché s’adempia il giorno d’omo sarà il primo volo del mondo
quando chiudo il guardo girotondano gli eoni
così conserto il senso di mill’infiniti senza nulla narrabile
*
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
c’è un tempo che si può infilare come una camicia di lindura
i bracci nella stiratura odorosa sono corridoi dietro l’universo
*
dove appoggerò il cogito sarà l’inizio del mondo
e l’arco del piede ulisside è l’idea nascente!
*
tra il pensiero e l’eterno un solo filodarianna:
sono il suo funambolo!
*
ho nomato l’ala e tracciato il volo
disbramando pareidolie di nubi
*
si tratta di un equilibrio eudemonico:
tanto ho fantasiato l’Esserci quanto l’alma ne contenga
*
quando incedo c’è qualcosa: una perpendicolare sui fiori
la grazia di spostare il mondo sull’eterno
*
André Che Isse
cos’è il respiro per l’uomo sciente
se non un corridoio formidabile d’idee?!
ove fantasiare ciò che si è nell’attimo in cui lo s’incede
*
cogliendo i silenzi come arance
scalzo sull’estate
*
e ho lasciato che l’alma aggallasse
non c’era nulla da fare
soltanto immoto nella fragranza dell’Essere
*
la corrente eudemonica ascensionale
sta all’ala sciente
come l’Idea prima dell’Esserci
*
André Che Isse
se dove finisse l’Essere principi forse l’aere?!
ma tra l’aere e l’alma chi fosse superno per massa?
stupefarsi nell’attim’istesso che pensiero traversi l’idea!
*
sentirsi ai gomiti: poli del mondo
il cogito nel mezzo stambura ciambelle ad astra
e il periplo imaginifico scalzo d’immoto eternale
*
c’è nell’infinito un punto soltanto dell’Esserci!
cardatura d’estasi stivata
così ho imperlato l’ebbrezza come aerostiere di lampe
*
più profondo il fiato più leve l’ala
assenza di gesto in aere cava
stenditura del silenzio sull’eclittica del guardo
*
André Che Isse
supino a Babilonia
il mio dorso non si stacca dalle rose
mentre danzo l’ipotenusa dei gigli
*
una distanza di passi eternale
eppure ardiamo insieme!
*
sono nato da un sogno
l’ho disteso come filodarianna
ove m’equilibro ora come eclittica d’eliso
*
siedo dove principia il pensiero
l’ala mi ha inventato
trabocco d’incontenibile ebbrezza!
*
André Che Isse