se in un sol giorno hai pensato sapendo di pensare e di mille guardi hai conosciuto il tuo riso poi che i bracci provandone il volo danzasti
allora puoi fermare le molecole per guardarti all’ombra dei cipressi perpendicolari riempirti d’amore le ossa così che tra i denti si accordelli il cielo come un regalo
non è il numero delle stelle ma la curva di un gesto a conoscere l’eterno (raccolgo i tuoi baci in un cesto da giardino) mentre equilibro l’ebbrezza dove l’attimo riconosca l’idea che lo nutre
ho temperato i ginocchi con i fiori per salire l’albero dove obliquano le nubi traversato il blu come nijinsky il meriggio danzando lo spessore d’un gesto in fragranza d’erba tagliata