FENOMENOLOGIA PER AEROSTIERI

FENOMENOLOGIA PER AEROSTIERI


quale sostanza apparigli noumeni alla curva del braccio?
può volontà di potenza danzare entropia dionisiaca?
le idee hanno sapore di fichi dolci sul tuo dorso!


André Che Isse

L’EQUILIBRIO DELLE ARANCE

L’EQUILIBRIO DELLE ARANCE


ho salito alberi gialli di limone stupefatti
giallo cromo, giallo cadmio, di zinco, giallo ocra al meriggio in un giardino zen
e divorato scalzo l’ebbrezza di van gogh al sole!


André Che Isse

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dal mio XXX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

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PERCHE’ AMO FOLLEMENTE L’ESTATE!

l’aere frinisce l’oro di klimt
gaudioso limio d’archi!


i bracci snudati nel marzapane
immota positura!


l’erba tagliata al meriggio
odoroso deliquio!


m’innamoro senza fare nulla
è quando non accade nulla che l’Essere può Esserci sul serio!


e quel limone di manet cui disbramo golerie di fichi!
solipsismo sontuoso per suità silente


scalzo in mezzo all’estate sfrigolano i grilli solo per lui
supino bizantismo più lentamente del tempo!


André Che Isse

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COASSIALE D’ESSERE

la misura è l’ala del guardo
così posso camminare gli orli del pensiero


ma è nel non fare nulla la mescita dell’Essere
immoto tale che gli eoni mi traversino

ogni gesto deve inventare il mondo!
come l’atomo ha enfiato il sole


l’eleganza è più lenta del tempo
e l’equilibrio non lascia impronta

ho divorato il limone di Manet!
cinabro, ocra rossa, minio, vermiglione


l’idea escita dal guardo sciente
è Nascita di Primo Uomo!


André Che Isse

dal mio XXIX TOMO

su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

DISPENSIERI DI OPIMO LINO

io sono mille anni nell’attimo di un fiore

mentre soppeso i bracci d’idee in danze psicostasiche ebre

ove gravità in leggiadria curvi l’aere come michelagnolo la pietra

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perambulo sull’acque di monet come pollock sognasse

mentre distillo il pensiero dalle mele vermiglie di cezanne

e quel limone di manet con cui mi pettino le brame

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quando danzo ogni gesto è più vero di ogni realtà quotidiana!

il movimento è così snudato da tornare sostanza aurorale di stella

e così ogni lemma cribrato: fiore numinoso di luccicanza

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allora non potrò fino in fondo di universo che poetarmi l’esserci

perché non so dire altro di bellezza fuori il mio guardo

la bellezza che inventò l’arte e le tue gote

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André Che Isse

GOLERIA DI FICHI

una compostiera di limoni accesi giallo cromo

lentissimo il gesto che curva la china di un calligrafo a Edo

proprio quando odora la carta appena tagliata di nubi dopo la zangolatura

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ho cercato il volo prima di inventare le stelle

e coltivo bellezza prima dell’aria

così ho spiegato l’ali gaudiose coi bracci subito in maniche di stelle

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tanto che’l fiato foss’ora luccicanza zecchina

per argomentare l’estasi quando frinisce l’estate al meriggio dorato

sì che materio il gaudio dalla coltura ebra di suità

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è un vero peccato che il sole non possa tracannarsi la spuma dei fichi

perché nulla può sedersi accanto a Vincent sdraiato in campi giallo cromo

se non l’idea originaria del cogito prima del mondo

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André Che Isse