PERCHE’ AMO FOLLEMENTE L’ESTATE!

l’aere frinisce l’oro di klimt
gaudioso limio d’archi!


i bracci snudati nel marzapane
immota positura!


l’erba tagliata al meriggio
odoroso deliquio!


m’innamoro senza fare nulla
è quando non accade nulla che l’Essere può Esserci sul serio!


e quel limone di manet cui disbramo golerie di fichi!
solipsismo sontuoso per suità silente


scalzo in mezzo all’estate sfrigolano i grilli solo per lui
supino bizantismo più lentamente del tempo!


André Che Isse

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GOLERIA DI FICHI

una compostiera di limoni accesi giallo cromo

lentissimo il gesto che curva la china di un calligrafo a Edo

proprio quando odora la carta appena tagliata di nubi dopo la zangolatura

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ho cercato il volo prima di inventare le stelle

e coltivo bellezza prima dell’aria

così ho spiegato l’ali gaudiose coi bracci subito in maniche di stelle

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tanto che’l fiato foss’ora luccicanza zecchina

per argomentare l’estasi quando frinisce l’estate al meriggio dorato

sì che materio il gaudio dalla coltura ebra di suità

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è un vero peccato che il sole non possa tracannarsi la spuma dei fichi

perché nulla può sedersi accanto a Vincent sdraiato in campi giallo cromo

se non l’idea originaria del cogito prima del mondo

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André Che Isse