SE CONTO CON LE DITA L’ETERNO
se palpebro così lentamente da mettere in piano la discesa
posso auscultarmi l’emozione tracciata in radiazioni cosmiche di fondo
c’è una curva nell’iride dove nasce l’amore!
André Che Isse
26.6.26
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ho curvato il caos
un aerostiere sullunare che si lanci dietro l’universo
pettinato il tuo disio!
se di un attimo sono agrimensore scalzo m’eterno eudemonico
ammusato tra le tue scapole di neve!
danzo per tracciarti la mappa
così che dovunque tu sia potrai mescermi il guardo
quello stesso che obliqua le stelle!
col pensiero nacque il mondo
lo tengo in bocca come ti baciassi la prima volta
danzo per pinger l’alma!
così ho cardato il caos
André Che Isse
incedo nel mezzo di suità
crapuloso dadoforo di sé!
ho curvato l’aere per l’alma
tracciato il cerchio di Prospero nella neve
cardato il filodarianna!
albergando la tua nuca nell’amore
e come agrimensore sciamano danzo il primo giorno del mondo:
i ginocchi sui fichi!
UN’ENTELECHIA A GIUSTEZZA EUDEMONICA
e le dita liminali sul miele!
NARRAMI LA VOLUTTA’ DELL’ESSERCI!
l’eleganza aurorale del tuo collo giapponese
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
così immoto che l’aere non tanga
più lentamente del tempo
supino di silenzio
equilibro molecole con le dita
bizantinismo per densità di pensiero
(oro musivo sul tuo collo giapponese)
la mia curva del braccio è l’esedra numinosa per l’arco d’ulisse
seggo poppiere la mia teleologia
tanto da divorarne l’Esserci come ciambelle
così immoto che gli eoni mi traversino!
l’eudemonia è fiato dell’alma
così ne ho alchimiata la lena
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
mi aggeggio di elisio
con la stessa cura con cui piego l’aria per metterla in tasca
mi argomento senza gualcirla millanta di ali mentre divoro la neve
mi albergo d’infinito
come bolle di sapone per i gomiti delle stelle
non riesco a smettere di guardarti l’attimo negli occhi
la tua bocca di fronte la mia: non fanno angoli
ti scrivo coi ginocchi di una cometa mentre danzo sui draghi
per curvare il pensiero all’universo
m’inazzurro immoto
e se l’incesso del ramo sarà più lentamente di un solo eterno
sarà bastevole a disegnarti i talloni nei fiori
André Che Isse
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(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
ho capriolato il pensiero per unire a matita le stelle
se potessero pensare saremmo noi i pianeti
dove stanno dorate da klimt senza idee?
il mio primo pensiero del giorno inaura il fiato
il secondo eterna il gesto
poi profumo d’idee!
se riesci a curvare la nuca come un modigliani su tela
<<cucchiaio la luna!>>
mille angoli contati con le dita obliqueranno le rose!
così posso salire il pensiero con le mani
raccoglierlo dietro l’universo in otri ulissidi ebri
per mescere i sogni alle trecce
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
ho volato prima che imparassi le ali
posso vedere la luccicanza delle idee saltare come delfini
ebro d’azzurro
monaco icario
guglia di sole
curva d’amore
mi sono ubriacato di pieghe Barocche sull’orizzonte degli eventi
così tanto da girotondare due volte l’eterno coi bracci
qui non si tratta di essere diversi ma unici!
come impronte digitali nel miele
amo il pensiero che sa di pensare
amo l’idea che inventa la ruota!
André Che Isse
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(dal Catalogo
LA LUCCICANZA D’ALMA;
già nelle
24 EUDEMONIE ELETTIVE)