vagheggio la curva del tuo collo giapponese come agrimensore agli apogei e fantasio icario gli orti d’aerostiere argivo aulentissimo così m’apparecchio il giorno di lecconerie immortali!
“Visioni in Scena” Collettiva Cineporto Emilia Romagna Settembre 2026
André Che Isse:
“La Luce, il Corpo, l’Anima. Dalla Danza al Cinema.
La ricerca di André Che Isse nasce dall’incontro tra Danza, Pittura, Scrittura e Luce. Formatosi come danzatore, l’artista trasferisce sulla tela il movimento del corpo attraverso corde cucite, curve e tensioni che diventano tracce di un gesto, quasi la memoria fisica di una coreografia. Le opere mantengono una forte presenza materica anche quando sono spente. Le corde emergono dalla superficie della tela, creando rilievi, ombre e una particolare tridimensionalità. Ma è con la RETROILLUMINAZIONE che il lavoro compie la sua trasformazione più radicale: la materia viene attraversata dalla luce, il segno si accende e l’opera sembra passare da uno stato fisico a uno immateriale. È proprio qui che nasce il legame con il cinema. Come l’immagine cinematografica esiste grazie alla luce che attraversa o genera l’immagine, anche nelle opere di Che Isse la luce non è soltanto illuminazione, ma diventa linguaggio. Accende la materia, modifica la percezione, introduce il tempo e rende visibile qualcosa che prima sembrava nascosto.
[ << Il compito della pittura si definisce come il tentativo di rendere visibili delle forze che non lo sono>>. DELEUZE (A.C.I. note)]
La tela diventa quasi uno schermo e il gesto della danza si trasforma in immagine luminosa. Al centro di questa ricerca si trova però un concetto ancora più profondo: l’anima. Per Che Isse corpo, materia e spirito non appartengono a mondi separati. La danza è espressione del corpo, la scrittura della mente, la pittura dell’anima, ma ogni linguaggio ritorna continuamente nell’altro [ una ‘mise en abyme’ ( A.C.I. note)]. Da qui nasce un suo paradosso poetico: la materia è anima. In una libera reinterpretazione della celebre formula di Einstein, E = mc², la massa lascia simbolicamente il posto alla S di Soul, anima. Nasce così una nuova visione, una formula poetica: E = sc² in cui l’energia non deriva più soltanto dalla massa, ma dall’anima stessa, resa visibile e trasformata attraverso la luce. Non una formula scientifica, quindi, ma un’immagine poetica: materia, energia, luce e anima diventano manifestazioni differenti della stessa origine. Nelle opere retroilluminate questo pensiero diventa visibile. La corda è materia, la tela è superficie, il gesto è danza, ma quando interviene la luce tutto sembra perdere peso e trasformarsi. La materia si illumina e, illuminandosi, rivela la propria anima. È forse proprio questo il punto di contatto più profondo con il cinema: entrambi affidano alla luce il compito di trasformare la materia in visione, il corpo in immagine e il gesto in emozione.”
Tomaso Neri (probiviro per LART UNIVERSE & DALI’ UNIVERSE)
quale sostanza apparigli noumeni alla curva del braccio? può volontà di potenza danzare entropia dionisiaca? le idee hanno sapore di fichi dolci sul tuo dorso!
se palpebro così lentamente da mettere in piano la discesa posso auscultarmi l’emozione tracciata in radiazioni cosmiche di fondo c’è una curva nell’iride dove nasce l’amore!
ho curvato il caos un aerostiere sullunare che si lanci dietro l’universo pettinato il tuo disio! se di un attimo sono agrimensore scalzo m’eterno eudemonico ammusato tra le tue scapole di neve! danzo per tracciarti la mappa così che dovunque tu sia potrai mescermi il guardo quello stesso che obliqua le stelle! col pensiero nacque il mondo lo tengo in bocca come ti baciassi la prima volta danzo per pinger l’alma! così ho cardato il caos
“se distendo l’eterno come mappa dove cupidi vascelli d’alma nascono a curvatura di sole posso fantasiare la mia piccola ala di muro gialla” André Che Isse
LART UNIVERSE GALLERY Montecarlo Principato di Monaco, 19 marzo 2026: