OTRI ULISSIDI D’IDEE

sono ebbro di pensiero scalzo come un meriggio estivo
se si potesse vedere tutto il pensiero da sempre pensato!

ho una commozione particolare per la polvere di pensiero
come oro di luce se ne sta appesa al nulla per l’incanto dei meriggi

la raccolgo in canestre come creta per mani di vasaio
saranno presto idee dopo averle sognate abbastanza

ma da dove entrano i pensieri? o sono tutti già nati nella testa?
erano forse prima dell’uomo prima delle cose prima degli dèì?

forse si sono dovuti esplodere universi per albergare il pensiero
e noi che ne siamo stivati ci sembra cosa comune di poco conto

mi lascio trapassare dal pensiero come sebastiano da strali di sole
e non so mai veramente se l’estasi delle idee mi conosceva prima che nascessi

André Che Isse

IL GIARDINO DEI PENSIERI AURATI

mi concentro dove i pensieri cadono ebbri in piedi
e si arrampicano sugli alberi che crescono dietro l’universo

scelgo code comete con la stessa materia del tuo crine
e le guardo attraversarti il dorso fino alla foce delle natiche

se mai fossimo stati di nulla non mi perderò più di un solo fiato
non aspetterò il giorno prima di morire per capire dio

ci fu un tempo in cui l’atomo non aveva scapole
ma ora i sogni trapassano il cuore del sole coi talloni d’arciere

e quando attraverso il labirinto mi voglio perdere d’eterno
tanto quanto le gote dell’infinito

tanto quanto un pozzo traboccante di baci
a labbra socchiuse tanto da cadervi la prima neve del mondo

André Che Isse