MADIDO EUDEMONICO

inspiro gioia sciente
è sempre stata lì nell’aria nuda

io ne conserto il pensiero al clinamen epicureo
e poi rido vorticosamente dietro l’universo

il divertimento più imperioso è quello segreto a tutti
se riesci arrovesciarti sciente solo con te stesso avrai capito l’Uomo!

è come entrare nella pioggia sentendosi a casa:
madido eudemonico!

ho polvere di poesia gocciata come curva di pollock in tasca
che crocca ai talloni come gusci di nubi tonde

e irruentemente un crescendo di schumann in mezzo al feriale
poi un pianissimo molecolare armonico dell’esserci

André Che Isse

CONTRAPPUNTI DI PIOGGIA SCALZA

ho sentito sussurrare l’oro sui girasoli
le dita di van gogh inzafardate di fuoco
e ridevo ridevo mentre il cielo mi penetrava

l’aria che sfrigola quando il mondo si muove
è come se avesse iridi ignude
una radiazione cosmica di guardi dal primo giorno del mondo

allora ascolto la pioggia come auleta nel flauto!
e che tamburi un giardino di kyoto o la mia persiana chiusa
non muta il suo argento scalzo

ecco perché mi sono infilato tra gli spazi vuoti tra le gocce
in cruna di fiato come in punta di piedi
madido ebro stilita su torri molecolari in dorso d’arciere

André Che Isse

LA CURVA DI GINOCCHI DIETRO ANGOLI DI GOCCE

la prossima volta che cadrà la pioggia sdraiati tra le gocce
e ascolta negli spazi vuoti perché lì danzerai madidoeterno

c’è una strada nell’aria asciutta tra le gocce che libera le ali
non è già più del mondo ma della stessa grazia di fiori scalzi

quando la pioggia sfrigola nel tuo silenzio transustanziandolo
non è forse come disossare cupide molecole civilizzate?!

eccomi dunque torso ebbro per pensiero chiomoso di sole
sopra ginocchi di pioggia curvati dietro angoli di gocce

voglio bagnarmi d’idee perpendicolari per curvarle come pioggia
e infilare i gomiti dove l’acqua è salata d’amore

per questo ho costruito un capanno nudo dove cadono le nubi
ma se tolgo tutte le gocce da una giornata di pioggia rimane la forma dell’amore

André Che Isse