conto i passi fino alla luna e poi mi lancio nel vuoto
dove cadrò edificherò il mio tempo
poi al sole ti pettinerò i filidarianna perché tu possa annodarli alle stelle
così da trovare i bordi delle cose senza perdere la neve dalle dita
ora però mi infilo il silenzio come una camicia nuova
barrendo d’ebbrezza dietro l’universo!
e se le iridi cogliendo dai cedri dentro cadremo
come un pozzo di Alice sarà il nostro angolo di labbra
dove i baci girotondano madidi dervisci
e le bocche appena dischiuse per passare i dettagli d’amore
quell’amore che ci ha scelto prima del mondo
quando ancora il tempo era solo neve sparsa sul tuo riso
André Che Isse
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(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)