GRAPPOLI DI ETERNO

mi sono seduto tra le gocce di neve a ginocchi conserti
e ho rivoltato le tasche dal tempo per stivarle di tuoi girotondi

quando m’infilo tra le gocce da quello spazio asciutto
posso affogarmi nella neve del tuo guardo per sempre

le balze della tua gonna torno il mio desiderio
mi tengono la geometria di roccaforti fluttuanti
sorte nell’oro del tuo moto ninfale
per approdarmi ancora nel fiato della cupidità vermiglia

e mentre lei rideva lui ora sapeva come ridono i fiori
infilati nella commessura dei baci come testata d’angolo

ecco come avanzo nel giorno su talloni d’arciere mirandoti il riso
quando ti accorgesti le righe di sole nel dorso mentre le pettinavi

André Che Isse

IL GIOCO DEL TEMPO E DELLE POSSIBILITA’

conto i passi fino alla luna e poi mi lancio nel vuoto
dove cadrò edificherò il mio tempo

poi ti pettinerò al sole i filidarianna perché tu possa annodarli alle stelle
e perché tu possa trovare i bordi delle cose senza perderne neve sulle dita

ma intanto mi infilo il silenzio come una camicia nuova
barrendo d’ebbrezza muta dietro l’universo nero

e se raccogliendo iridi dai cedri ci cadremo dentro
il pozzo di alice sarà il nostro angolo di labbra

dove i baci girotondano madidi dervisci immemori
e le bocche appena dischiuse quel tanto da far passare i dettagli d’amore

quell’amore che ci ha scelto prima del mondo
quando ancora il tempo era solo fiocchi di neve sparsi sul tuo riso

André Che Isse