IL CUORE NEGLI OCCHI

se lascio andare le mie mani si appoggiano sul cuore
quanto è immenso il sorriso d’amore
e non importa perdere i baci tra le nubi
quando nello sguardo s’infilano le stelle
quelle che profumano di cedro
quelle che fanno cigolare le ginocchia
e piangere al solo petalo di labbra
se lascio i pensieri respirare si appoggiano sul cuore
e non c’è luna più dolce che non sia custodita da lacrima innamorata
forse siamo nati nel cuore di una cometa
o forse siamo solo ginocchi alla deriva tra universi
ma col fiato che si appoggia sul cuore

André Che Isse

PIEDI SULL’ACQUA

la bocca si appoggia sul giorno
proprio prima che tutto svapori
e se riesco a guardare più in fondo
ad afferrare il tempo prima che tocchi la luna nel pozzo
e a percorrere scalzo l’oceano
allora i mondi usciranno pazzi sui palmi
lasciando le stelle nel cuore
lasciando la saliva nei baci
proprio tra le labbra e l’amore

André Che Isse

IL PRIMO GIORNO DEL MONDO

incredulo ad ogni risveglio trovarsi di vita dal nulla
perché quando si sogna non si è nocchieri di sé
e quando lo sguardo si apre sulle dita appena nate
non conosco stupore più grande

ogni volta che aggallo dal nulla è il primo giorno del mondo
e basterebbe conoscere un atomo di niente per incendiarsi svegli
tutto è ancora lì dove l’avevamo lasciato ma con fiato nuovo
gli dèi o le stelle ci hanno donato un nuovo giorno per rinascere

il petto si gonfia di pensiero apparecchiando golerie
ancora un attimo nel letto ancora un attimo prima di allunare nel giorno
voglio poter calzare i sandali di tempo con talloni nocchieri
veleggiando di stupore novello

André Che Isse

LABBRA DI LINO

una riga argentata di saliva dalla bocca
dove la luna si specchia ebbra d’amore

il pensiero batte sull’ala
il fiato di un angelo tra i capelli

il lino bianco scaldato al sole
il cielo tra le gambe abbrunite

mi distendo nell’estate come un talamo perenne
come un aereo di carta in cui scrivere l’eternità di un bagliore

immoto quanto un querceto nel sole
con le mani calde di focacce

André Che Isse

GINOCCHI DIONISIACI

incendiarsi di vita ebbro d’ebrezza
la bocca aperta sulla notte a tracannarne lune
perché scrivere se non per il piacere di ubriacare gli atomi

integerrimo cuore negli occhi
la schiena tatuata da un dio come mappa per le comete
e i piedi flessi nel cielo

dentro il fiato di dio per un battito di ciglia
e auscultare dove non finisce l’indice
per un attimo soltanto per un attimo soltanto ancora

André Che Isse

IL SORRISO DI DIO

nel momento che conto le stelle esistono
furia d’estasi in guscio infinito di noce
il petto come otre di vento ulisside

non siamo mai stati d’increato
e saremo dita vanite di nulla ranciato
ma tra le labbra suggo il tempo nel calice

siamo vasi di lune
racemi di cuori esangui
e sorriso di dio

André Che Isse

A PIEDI NUDI

indicami il cammino delle stelle
dove nascono i querceti d’incanto

traccia di pensiero i capelli di sole
e percorrerò il mio braccio d’arciere

ho guardato nascere l’anima
come se un dio mi avesse donato il suo fiato

non conosco che queste mie mani per edificare i sogni
e l’occhio che perenna l’estasi delle stelle

scivolo sulla schiena della luna quando mi apro al gesto
e sul palmo aggallano rose

danzerò fino a entrare nell’ultimo tramonto ranciato
con piedi nudi di gioia

André Che Isse

febbraio 2013 & agosto 2014

LO SPERMA DELLA LUNA

scalzo sulla bocca
i calcagni squarciano le labbra
e la luna mi eiacula in gola

dalla nuca mi morde il tempo
piango d’ebbrezza argentata
scalzo sulla bocca

e non distinguo più il pensiero dal petto
qui e ora
scalzo nella notte eterna

André Che Isse