Gli chiesero di aprire la mano:
”Tre desideri potrai eternare sul palmo!”
Edran non lasciò scivolare altro tempo,già sapeva cosa avrebbe voluto portare con sé nell’infinito:
”Donatemi l’eternità del pensiero,
il tempo che non ha fine,
e che il mio fiato di seta non svapori nel nulla”.
”Hai fatto la tua scelta!
Ora plasma tre vasi per raccogliere i tuoi desideri,le tue mani d’artefice saranno custodi perenni…”
André Che Isse
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PIEDI SULL’ACQUA
la bocca si appoggia sul giorno
proprio prima che tutto svapori
e se riesco a guardare più in fondo
ad afferrare il tempo prima che tocchi la luna nel pozzo
e a percorrere scalzo l’oceano
allora i mondi usciranno pazzi sui palmi
lasciando le stelle nel cuore
lasciando la saliva nei baci
proprio tra le labbra e l’amore
André Che Isse
I LAMPI NON FANNO RUMORE
tanto quanto d’eterno
di niente in un lampo
ubriachi di luce salivati di stelle
senza conoscere l’origine del mondo
non siamo mai nati fuori dal fiato
ma nel fiato l’albero delle mele
ecco la bocca sul sesso del cielo
il resto sono nuvole sparse
André Che Isse
CINQUE TAVOLINETTI PER LA REGINA HATSHEPSHUT
I vasi che la regina Hatshepshut ordinava ad Edran,vasaio degli dèì,possedevano due qualità:
I. Custodi Esoterici,racchiudevano la quintessenza concettuale degli dèi,nonché l’archè,origine delle cose;
II. Ostensori Essoterici di Forma,forieri di bellezza,sculture aurorali della curva:
quando la regina curvava il braccio principiando una danza nella sala delle stelle,senza soffitto e dal pavimento di sabbia nera,seguiva il ventre dei vasi;
quasi che le mani di Edran a plasmare la creta si unisse al moto di regina;
è possibile che Edran fosse per la regina Hatshepshut l’amante segreto più ineffabile…
André Che Isse
I VASI DEL TEMPO
Le piaceva accarezzare il tempo,ingraziarselo col miele del fiato.
Il tempo ama chi ama il tempo.
E la regina Hatshepshut al tempo dedicava l’attenzione del pensiero:
quando l’atomo trama l’istante,la regina è lì:
sella la topografia della storia:
il suo fiato mentre fiorisce di rose allunga le dita ai pensieri:
lei siede sul trono proprio quando il sole le apre la bocca.
Ed esiste un quanto della tessitura del tempo in cui l’Uomo può catturargli la fragranza d’eterno.
E la regina Hatshepshut dal vasaio degli dèi si era fatta fare due vasi:
”Vasaio Edran! voglio che voi ci creiate due contenitori per rinchiudere il tempo:
nel primo vi albergherò tutto il tempo del mondo,e dal secondo berrò gli atomi d’eterno”…
André Che Isse
I VASI D’AMORE
Il vasaio degli dèi per il dittico custode delle notti illuni della regina Hatshepshut
IL PRIMO GIORNO DEL MONDO
incredulo ad ogni risveglio trovarsi di vita dal nulla
perché quando si sogna non si è nocchieri di sé
e quando lo sguardo si apre sulle dita appena nate
non conosco stupore più grande
ogni volta che aggallo dal nulla è il primo giorno del mondo
e basterebbe conoscere un atomo di niente per incendiarsi svegli
tutto è ancora lì dove l’avevamo lasciato ma con fiato nuovo
gli dèi o le stelle ci hanno donato un nuovo giorno per rinascere
il petto si gonfia di pensiero apparecchiando golerie
ancora un attimo nel letto ancora un attimo prima di allunare nel giorno
voglio poter calzare i sandali di tempo con talloni nocchieri
veleggiando di stupore novello
André Che Isse
LABBRA DI LINO
una riga argentata di saliva dalla bocca
dove la luna si specchia ebbra d’amore
il pensiero batte sull’ala
il fiato di un angelo tra i capelli
il lino bianco scaldato al sole
il cielo tra le gambe abbrunite
mi distendo nell’estate come un talamo perenne
come un aereo di carta in cui scrivere l’eternità di un bagliore
immoto quanto un querceto nel sole
con le mani calde di focacce
André Che Isse
GINOCCHI DIONISIACI
incendiarsi di vita ebbro d’ebrezza
la bocca aperta sulla notte a tracannarne lune
perché scrivere se non per il piacere di ubriacare gli atomi
integerrimo cuore negli occhi
la schiena tatuata da un dio come mappa per le comete
e i piedi flessi nel cielo
dentro il fiato di dio per un battito di ciglia
e auscultare dove non finisce l’indice
per un attimo soltanto per un attimo soltanto ancora
André Che Isse




