André Che Isse
”12 FIORI DI LOTO SACRO DIETRO L’UNIVERSO”
130x300cm
opera retroilluminata
febbraio 2016

André Che Isse
”12 FIORI DI LOTO SACRO DIETRO L’UNIVERSO”
130x300cm
opera retroilluminata
febbraio 2016

devo baciarti prima che vapori la notte
con le dita nella luna come infilassi il fiato nell’amore
baciarti ancora prima di conoscerti la bocca prima di riconoscere i tuoi passi di loto
gli stessi con cui camminammo per mano il principio del mondo
non so se esista cosa più imparadisante del primo appoggio di labbra
quando gli sguardi cadono alla fine del mare e i volti collidono
devo sapere che ti bacerò dietro la luna
quando ruberò l’infinito agli dèi per crescerti il giardino nel cuore
il primo sorriso dopo l’alba del primo bacio è lo stesso sorriso di dio
quando nacquero universi come fiori
gli amanti che si sorridono dopo il primo bacio saranno immortali
se sapranno custodire tra le gote il sorriso di dio
André Che Isse

André Che Isse
”Studio per fiore di loto sacro”
57x40cm
opera retroilluminata
gennaio 2016
Che cos’è l’arte?
L’arte è ciò che non può non essere in essere.
Mentre la vita può sottrarsi dell’essere,
come coscienza di sé,
l’arte s’impone soggetto cosciente,
demiurgo e foriera del mondo.
Il tempo della poiesi e del fare in arte sono in essere,
mentre il tempo della vita spesso demanda
o rinvia la sua presenza cosciente,
si vive senza saperlo;
ma non puoi fare arte se non assurgendo all’osmosi tra anima e corpo
trapassati dalla luce di sé.
Fare o nutrirsi di arte è apparecchiare l’anima:
pettinarsi la chioma sull’albero più alto del proprio giardino
mangiando la mela che ha visto albeggiare il mondo.
Tessersi il tempo biologico al cogito;
svegliarsi dall’inerzia del vivere;
accanto a noi,mi piace denominarlo:
”dietro l’universo”
(che sia la stessa -materia oscura- dei cosmologi?!),
c’è il Luogo dell’Anima:
la Verità
che attraversa il fiato auscultato e gonfia le vele dell’essere,
di sé,
e ci mette in comunione con l’umanità intera:
qui alberga l’arte e l’Amore.
Il guardo alle stelle
che cerca di imitarne il fuoco,
la bellezza,
l’ardente bagliore dell’ebbrezza.
André Che Isse
ci sono notti allungate come la tua chioma che vestono la schiena d’amore
sono come un cesto di baci versato dalla nuca
e notti che nereggiano un fiato denso quanto il fondo di un oceano
dove potresti morire mille volte e guardarti morire senza dio alcuno
morsicarti le labbra per intenerire un circolo d’angeli
e urlare nubi di piombo
ma nella segreta della notte un filodarianna da prima del mondo
prima che le tue dita potessero conoscere la mia bocca bagnata
prima che un lotofago disteso sul mio letto sognasse l’uovo dell’universo
dove l’albume dei pensieri spuma i tuoi occhi di luce
ci sono notti che non finiscono con il giorno che eternano nelle stelle
e tu rimani sospeso d’amore per sempre,per sempre eiaculato d’amore
André Che Isse

André Che Isse
”IL LOTOFAGO PREADAMITICO”
74x208cm
opera retroilluminata
febbraio 2016
vorrei morire nell’infinito
o guardandoti luccicare gli occhi
un attimo dopo la morte solo le stelle nel fiato
o un attimo perenne di silenzio
è come sapere ora di avere tutto di fronte al nulla
siamo sublime pensiero segreta di universi
se pure avessi la piena certezza di essere per sempre
non cambierei il mio amore per te che sapora di eterno
migliaia di anni fa forse ti ho già scolpita nella pietra
o forse è solo un bacio quello che contiene l’immenso
le mie braccia d’arciere inventano l’immortalità
mentre il mio cuore ha le tue mani sugli occhi per esserlo
André Che Isse

André Che Isse fotografato da Rosario Santimone
live performance 11.10.2015
CAPITOLO I
La sua chioma lucente cioccolato della notte si stagliava dalla federa nera per realità,era così vera da far impallidire i sogni quelli creduti reali,vivida fronde nata dietro la luna.
Edran poteva raccogliere intere notti a guardarla luccicare:
lui sentiva il fondo dei suoi occhi chiusi dal sonno come mille giardini d’estate,
la inseguiva tra i fiori di loto sacro,come fosse una regina dell’antico egitto scolpita nella pietra del suo folle amore.
E Nausicaa dormiva.
La scena potrebbe essere pensata dallo scrittore nel suo letto nero,una zattera dietro l’universo:
dove il pensiero è l’universo stesso,o forse dove scavallano le anime libere dal corpo.
Edran spesso si domanda nel cesto dei suoi stupori dove vada Nausicaa mentre lui la guarda dormire:
”Dove sei mio amore? quali luoghi stai albergando mentre ti vorrei baciare la nuca fino ad affogarne le nari?”
Ma anche quelll’attesa di nascita amorosa,l’alba di Nausicaa,colorava il cuore di Edran come le gote di un monello che per la prima volta salisse sull’albero più alto della sua estate più incantevole.
Qui,ora,un dio o meglio un angelo potrebbe avvoltolare le due teste d’amanti in una seta oltremare,stretti in un fiato osmotico di cedro.
André Che Isse

André Che Isse
”3 fiori di loto sacro imparadisati sotto la luna”
150x40cm
opera retroilluminata
gennaio 2016
quando stendo un braccio scrivo l’universo
un ramo ingemmato di stelle nelle nari di uno scriba
un orizzonte dove cade il mare e svapori lo sguardo
mille i nomi delle nubi tra le mani di un vasaio
la tua bocca nelle neve aperta come un pozzo
ogni istante rinasco imparadisato dietro l’universo
c’è un angolo ebbro dove si sniffa il fiato
è come invaligiare la neve come diamanti
ma da ora ti bacerò soltanto sulla luna
sarebbe così bello riuscire a creare senza mai mostrare
solo la lunghezza di un braccio in una stanza dietro la luna
seduto in cima all’albero più lontano dal mondo
André Che Isse

André Che Isse fotografato da Rosario Santimone
live performance 11.10.2015
dentro la notte i baci nascono comete
tracce d’amore per chi viaggia da solo
quando il mondo dorme i sogni fanno torte per le stelle
lo so perché mangio ciambelle nel cuore della luna
dentro la notte aspetto di eternarmi in un bacio mai dato
e monto a neve il desiderio di pettinarti la chioma nel dorso
prendimi i talloni per farne ali e portami nei tuoi sogni
accenderò un fuoco che potrai vedere da dietro l’universo
André Che Isse
mi sono seduto nella direzione del gomito
volevo solo guardare la prua degli dèi squarciare il tempo
ma è nell’angolo che nasce il desiderio di dio
e quando il gesto sale alla luna per toccarle il sesso
il monello con la marmellata sulle dita si arrampica sul melo
il fiato di dio s’inalbera insieme all’amante che bacia tra le scapole l’universo
cerco sempre di sedermi tra le vele ascoltando eiaculare le stelle
lasciando la bocca socchiusa perché possano entrarvi le balene
André Che Isse

André Che Isse fotografato da Rosario Santimone,
live performance 11.10.2015
mangio una mela come amo la luna
e tracanno rugiada come fiato d’afrodite
seguo i pensieri dei rami perché auscultano il dorso dell’universo
dove la neve arriva ai ginocchi senza bagnare le nubi
mi siedo spesso come fosse per sempre
come nelle mie giornate allungate d’eterno
ma ci sono ancora alberi nati prima della scrittura
e quando mi raccolgo la gota sul palmo è il frutto di quegli alberi
André Che Isse