SE TI GUARDASSI DALLA LUNA RICONOSCEREI IL TUO ANGOLO DI SORRISO TRA LE LABBRA

conosco l’estate conosco il luccichio dei tuoi occhi
e se mi chiedessero di raccontare l’amore li porterei da te e ti chiederei di sorridermi

ti penso concepita da un raggio di luna
ma tu sei nata prima dell’universo

e che bello guardarti è già come vivere di eterno
una nevicata d’estate un bacio tra le tue scapole di neve

un filo di saliva in mezzo a un bacio un filodarianna per trovarti anche dietro l’universo
vestita per la festa vestita al mercato ma rimane il tuo sorriso visibile dalla luna

ammusati d’argento sette miliardi di cuori sotto le stelle uno solo conosce il mio
e mi sveglio per guardare i sogni negli occhi e sperare di incontrare i tuoi che sognano

ti ho vestita di peonie ti ho profumata gli occhi di cedro ti ho pasticciata le gote
ma quando ti guardo attraverso la luna ti ascolto coi tuoi sandali nei piedi

André Che Isse

L’ELEGANZA DELL’ESSERE

sono un sogno che cammina sul fiato a piedi nudi
un momento di infinito tra gli universi mai conosciuti
più vero delle mele tra i denti

sono un filodarianna per uscire dalla narrazione
solo ginocchi come testata d’angolo per il mondo
e ali icarie per dormire nel sole

sono estasi di pianto quotidiano tra le lune
il mio feriale ha la materia dell’anima
e nelle arterie corre pazzo d’amore dioniso

sono quello che ho trovato nel pozzo per le stelle
e non so nulla al di fuori della stiva per gli occhi
a parte mille remi nel cuore

André Che Isse

UNA SOLA NOTTE DIETRO L’UNIVERSO

quante volte ho parlato alla notte con voci d’argento
notti eterne dove l’amore è mille origami di baci
dove i sogni hanno ginocchi d’arciere insonni
e il fiato ha la stessa materia lunare dell’essere

prima che il giorno tradisca le stelle
prima di morire nel sonno
prima di vanire i pensieri immortali
voglio apparecchiarmi l’anima ad occhi aperti

c’è quell’attimo che precede i sogni dove i talloni s’appoggiano alati
più vero di mille soli più vero del proprio natale più vero di un dio
e qui mi narro le notti trascorse in una sola notte infinita
imparadisato d’esistere davvero

André Che Isse

L’ABITUDINE DI ESSERE FELICI

ho piantato un albero di lune
quando mi arrampico inizia il mondo

non crescono sui rami ma dai sogni seduti sui rami
e dove finiscono i rami principia il tempo

forse morire è cadere dall’albero per entrare nella luna
o svaporare nella spuma delle arterie vermiglie

scrivo dal talamo di ulisse con radici di loto allunato
masticando le ali degli dèi poeti

quando tra i palmi puoi frollare di felicità le gote
le strade diventano stagni per lune narciso

e te le trovi rincasando tra le labbra cadute
in mille baci d’albume adamantino

André Che Isse

André Che Isse Querceto di incanto XXI

André Che Isse
”Querceto d’incanto; XXI”
90x77cm
opera retroilluminata
dicembre 2015

A VOLTE NON BASTA ESSERE ETERNI

quando il cuore aspetta ancora le sue labbra
le sue labbra tolte dagli occhi
lo sguardo rimasto per sempre solo in un sogno
la sua voce che riconoscevi in una pioggia di persone
il sorriso rubato alla luna
e il desiderio plasmato a quattro mani non finito
avresti preferito la morte del sole
anche quando fu il sole a inventarla
 
André Che Isse

I’M AN ARTIST!

non riesco a non edificare i sogni
sono un ulisside che trabocca fiori dal cuore

riempio cesti di lacrime davanti ai rossi di rothko
e raccolgo lune dagli alberi di mela

è incanto questa vita

ho tessuto un filodarianna per andare dietro l’universo
e ogni volta che torno ti ricopro di baci

l’amore che alberga le labbra è nato prima del mondo
e la tua chioma è cresciuta con notti eterne

è incanto questa vita

so dare forma all’anima con mani di vasaio
e i ginocchi ci passano attraverso senza svegliare le nubi

non riesco a non scrivere i pensieri che m’inventano le ali
come uno scriba per gli angeli

è incanto questa vita

nelle mie tasche danza dioniso
e una ridda di stelle traccia i miei passi ebbri per gli dèi

sui palmi le gote dell’infinito e tra le dita la marmellata rubata
se l’arte è inveramento del sé prometeico allora sono un artista

André Che Isse

UNA SEDIA PRIMA DEGLI DEI

ho costruito un angolo dove siedo l’inizio del mondo
dove i passi hanno ginocchi d’arciere

ma dove inizia l’infinito?
e quando nasce un dio?

è stupefacente trovarsi pieni di passi
con gli occhi stivati d’alberi che camminano il cielo

c’è forse stupore più grande che trovarsi le mani davanti lo sguardo?
palme che non conoscevi ancora che non sapevi traboccanti di fiori

le storie che puoi raccontare al tuo cuore
sono le storie che vivono gli dèi

prima dell’universo c’era una sedia soltanto
mi sono seduto e ho guardato nascere il tempo

André Che Isse

MADIDO D’ESTASI

ho raccolto 12 fiori di loto sacro dal cuore
e li ho piantati nel cuore di 12 lune

cresceranno insieme all’eterno
e fioriranno per sempre tra le scapole della notte

m’impollino coi loro sogni dietro l’universo inzafardato di luna
madido d’estasi

proprio quando i ginocchi sull’eclittica del sole nevicano
danzando ebbri tutte le estati dell’infinito

ma un attimo ancora prima che la bocca si appoggi d’amore
prima che arrivino gli angeli

voglio imbandirmi il fiato di stelle
sdraiato su 12 fiori di loto sacro

André Che Isse

I PIEDI SCALZI DI LUNA

posso sentirmi l’universo tra i denti
il calice seminale di dioniso nel fiato
e danzare tra fiori di loto sacro ebbro

i piedi allunati scalzi degli arcieri
e il sentiero che dalla nuca porta al principio del mondo
tessono la crapula di dio

sarò auleta stilita che divora ali icarie
ridda d’angeli dietro l’universo
ma tengo tra le dita il sesso delle stelle

per sempre sull’ipotenusa dell’eterno
inzafardato di luna
e discoforo d’amore

André Che Isse

I GINOCCHI DEL SOLE

perché avremmo gambe che corrono la luna
se non per danzare l’inizio del mondo

ogni passo è invenzione di vento
gesto che infila le maniche nelle stelle

perché dita da carezzare gote d’amore
se non per ubriacarsi di primavere

e i ginocchi degli arcieri come pietre calde nella schiena
per scoccare i sogni che ci baciano in bocca

perché vestirsi di desiderio per troneggiare nudi atleti
se non per strappare il cuore del sole

hanno inventato la vita per noi sulla nuca degli dèi
e come possiamo non scavallare i fiori tra i denti

André Che Isse