APPOGGIATO DI NOTTE

m’infilo nel nero
come iride di stella che guardi dietro l’universo

ma c’è d’allunarsi la bocca dischiusa nel sesso
affogata di stupore novello

allora eccomi piviale dorato nello studio di klimt
coi bracci perduti nel muto di china ombrosa

e scaglie di piacere eiaculate da cuore vespertino
su millanta pareti d’aria curva

i bottoni nel dorso ignudo come sassi di fuoco piatto
cupidi quanto gugliate di sole

ed io m’infilo le maniche della notte come un orgasmo
a cui l’albume dei ciliegi stia fiorendo addosso

André Che Isse

ANGELI SCALZI

Un angelo dietro una notte come tante,soffiava nell’anima di un uomo come Miles avrebbe fatto alle quattro del mattino nella sua tromba.
L’atto stesso di comunicare con l’aria,con l’invisibile,è parlare nel sogno: edificare coi sensi una storia di fumo; sedere con gli dèi senza volto,sentirli respirare lentamente,canticchiare pure,prima che il giorno colori le cose,prima che tutto ritorni ad avere un nome proprio.
C’è chi racconta di angeli riconoscibili da un suono particolare tra le due e le cinque della notte,gli stessi che nel giorno si rendono visibili ad alcuni con nomi comuni; adempiendo a due funzioni differenti:
nel profondo della notte donano l’estasi che gli dèi spalmano per creare le stelle;
durante il giorno della luce invitano soltanto,ai pochi che appaiono,a sedere al sole,come del resto fanno gli dèi…
Ma quella notte come tante,l’anima di quell’uomo si era riempita per sempre di stelle.

André Che Isse

UNA SOLA NOTTE DIETRO L’UNIVERSO

quante volte ho parlato alla notte con voci d’argento
notti eterne dove l’amore è mille origami di baci
dove i sogni hanno ginocchi d’arciere insonni
e il fiato ha la stessa materia lunare dell’essere

prima che il giorno tradisca le stelle
prima di morire nel sonno
prima di vanire i pensieri immortali
voglio apparecchiarmi l’anima ad occhi aperti

c’è quell’attimo che precede i sogni dove i talloni s’appoggiano alati
più vero di mille soli più vero del proprio natale più vero di un dio
e qui mi narro le notti trascorse in una sola notte infinita
imparadisato d’esistere davvero

André Che Isse

LA NOTTE E’ CRISTALLO DI DIO

la notte invera i sogni scalzi allungando le strade ai pianeti
allungando la saliva agli amanti

ma la notte che è più di un’amante
è urlo muto d’estasi flagrante

la notte è natiche di luna
su cui misurare l’eternità

perché la notte che ama i nocchieri chiomosi non finisce all’alba
ma apparecchia i dorsi d’infinito

e quando sono di notte nulla finisce
perché gli dèi dormono di giorno

la notte c’era prima dell’universo
me la ricordo bene quando fa notte

André Che Isse