Category Archives: poesie
IL TASCAPANE DI ULISSE
ho costruito una serra per l’ebbrezza
mentre fuori dal finestrino le stelle sono ubriache
se metto i ginocchi nei fiori scalzi i talloni uniscono i punti di fuga
e con le dita traccio i cerchi misteriosi alle spalle di rembrandt
il gioco è bello se posso sentirlo eterno
e se non riesci a baciare per un’ora senza mai staccarmi la bocca
non voglio iniziare a conoscerti per sempre
nel tuo sesso madido di neve voglio raccogliere mele
e sugli alberi legare i desideri ai rami
c’è una dorsale che passa dietro l’universo
ci appoggio le labbra nella notte fino alla fine del mondo
André Che Isse
André Che Isse
”Il tascapane di Ulisse”
76×59 cm
creta dipinta cucita su velluto nero
luglio 2015
TI HO APPARECCHIATA DI BACI ETERNI
ho scolpito i pensieri fino a diventare stelle scalze
corpi immortali in parole d’inchiostro
ho sussurrato l’infinito per caderci icario senz’ali
con ginocchi nati su lune giganti
ho danzato i baci mai dati come un dio amoroso
non staccando mai il cielo dalla nuca
ti ho vestita dèa per camminare le nubi
con talloni rubati alle fate dietro l’universo
ed è come scettrarsi di baci cavalcando comete
afferrandoti la coda quando mi guardasti la prima volta
si può dire che ci spiammo l’amore prima di nascere
prima di svegliare gli dèi per colazione
André Che Isse
LA BOCCA NELLA NUCA
se ti appoggio i pensieri sulle labbra
posso vedere gli alberi nella luna
perché prima di nascere ho scritto il tuo bacio nei ginocchi
proprio mentre tu avevi ancora le scapole sognate da un dio
ecco che avvicinando le bocche il moto di processione si annulla
da cadere in gola gli equinozi con le gote
ma quante volte ho voluto nascere per incontrarti
quante volte mi sono chiesto dietro quale luna tenevi la chioma
va bene ora se infilo i gomiti nel tuo desiderio purché danzino
e con le tue dita dove l’amore capriola di marmellata
sicuramente ci sporcheremo di nubi
già tra i denti la tua nuca appena nata
André Che Isse
André Che Isse fotografato da Rosario Santimone dicembre 2014
TI PORTEREI LA NOTTE PER COLAZIONE
c’è qualcosa in amore che la notte protegge
un pozzo profondo come il desiderio dove guardare la luna
chissà come una cometa può diventare un airone nel cuore
e una canzone sussurrata precipitare in un bacio più lungo della notte
quando si nasce c’è dall’altra parte dell’universo un corredo di baci
una stanza per l’olivo di ulisse e un filodarianna tra i dorsi argentati
chissà come girarti intorno due volte possa l’arciere colpire la luna
e vestirti di gigli prima che il giorno imbrunisca la pelle d’amore
André Che Isse
UN BATTELLO DI CIPRIA
se faccio un nodo in una nube
mi posso ricordare i ginocchi sulla luna
quante volte ho ormeggiato stelle tra le scapole
tante quanto i dorsi dei pensieri
non so vivere senza sapere di essere nato ora
proprio adesso che cammino scalzo sull’infinito
se potessi fare un nodo nel fiato
ci metterei il ricordo dell’eternità
André Che Isse
LA NUCA DELLA LUNA
i giorni dell’universo si appoggiano al dorso delle stelle
decantando l’estasi di dio
e non importa che non esistano dèi
quando posso pettinarmi l’ebbrezza dei pensieri
c’è un posto in tutto il tempo increato tra il desiderio e la nuca
dove l’eternità si raccoglie dagli alberi
chiomeggia il fiato lungo l’ipotenusa dell’amore
con passi scalzi nei ginocchi della luna sull’eclittica dell’essere
André Che Isse
LA NOTTE E’ CRISTALLO DI DIO
la notte invera i sogni scalzi allungando le strade ai pianeti
allungando la saliva agli amanti
ma la notte che è più di un’amante
è urlo muto d’estasi flagrante
la notte è natiche di luna
su cui misurare l’eternità
perché la notte che ama i nocchieri chiomosi non finisce all’alba
ma apparecchia i dorsi d’infinito
e quando sono di notte nulla finisce
perché gli dèi dormono di giorno
la notte c’era prima dell’universo
me la ricordo bene quando fa notte
André Che Isse
SIAMO NATI PER BACIARE LA LUNA
arrivai fin dove la bocca tracimava di baci
ancora un attimo prima dell’ebbrezza
quando l’angelo ti asperge il desiderio dalla nuca
mani grandi come palazzi a custodire le gote arrossate
dita di vasaio a sfiorarti la curva delle labbra
quando tra due bocche un caravanserraglio d’amore
che non sia che soltanto il trono in cui siedi sui miei ginocchi
a masticarmi tu il desiderio a inventarti io il piacere
quando non voglio che finisca l’universo prima di averti amata per sempre
prima di essermi coricato in tutti i tuoi sorrisi
prima di averti raccolto tutti i desideri di luna gigante
quando il primo bacio ti stava aspettando prima di nascere
André Che Isse
RACCOGLITORI DI COMETE
ho apparecchiato la luna dove inizierà il tuo dorso
ma se esistessero gli angeli li troverei sugli alberi di mela
gli amanti si allacciano i sandali con le mani dell’altro
e non si staccano le bocche fino in fondo al viale
il luogo dell’estasi alberga nel cerchio tracciato col bastone
dove mi nevico sul mondo ubriaco d’amore
forse non siamo che veramente nulla di polvere caduta di stelle
ma quando rincaso dietro il cosmo posso imparadisarmi d’eterno
André Che Isse

