MADIDO D’ESTASI

Edran,destandosi,aggallava dal letto come i sogni spesso si svegliano commossi,madido d’incredulità,non per il sognato ma per la vita vera,
per la materia dell’aria che ti affoga nelle nari alzando i pensieri in trono.
Per la materia stessa dei pensier
i che da svegli inventano il mondo.
Sorrideva Edran all’idea che tutto quanto esistesse soltanto per lui,come per gli altri soltanto per loro,ognuno protagonista del suo universo personale e il cosmo tutto assoggettato a quell’unico interprete che muove,senza saperlo,il suo universo; e così da dormienti nulla più esisterebbe veramente per ognuno di noi.
Ecco,Edran sembrava percepire questo grande teatro:
stirandosi da un sonno sentiva di stirare il mondo,sentiva che avrebbe potuto inventare altri pianeti per fare colazione,o soltanto infilarsi le nubi nelle braccia come una camicia per il giorno.
Ma poi rimaneva lì,fermo,immobile ad almanaccare,non più sogni,ma vite reali fantastiche quasi quanto la sua,perché la sua del fantastico non mancava nulla:
gli piaceva pensare,nell’entusiasmo ardente dei suoi passi,che la sua vita fosse l’ottava meraviglia del mondo,non tanto quanto accadimenti,ma nella vita stessa,in quel sentirsi più vero dei sogni sognati:
nell’ebbrezza di essere e basta.

André Che Isse

aFS3_0969André Che Isse fotografato da Rosario Santimone dicembre 2014

RACCOGLITORI DI COMETE

ho apparecchiato la luna dove inizierà il tuo dorso
ma se esistessero gli angeli li troverei sugli alberi di mela

gli amanti si allacciano i sandali con le mani dell’altro
e non si staccano le bocche fino in fondo al viale

il luogo dell’estasi alberga nel cerchio tracciato col bastone
dove mi nevico sul mondo ubriaco d’amore

forse non siamo che veramente nulla di polvere caduta di stelle
ma quando rincaso dietro il cosmo posso imparadisarmi d’eterno

André Che Isse