“la curva che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti”

André Che Isse

“la curva che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti”

La Curva Ebra dell’Haiku,

studio 68° per fiore d’erbario

77,5 x 84,5 cm

tempera da muro,carta velina,carboncino,matita,nastro carta,timbro-cartiglio di Isse,

giallo da vetro su misto cotone

maggio 2023

OPERA RETROILLUMINATA

ἔκστασις

ἔκστασις

*

stivato di stelle

scalzo di luce

l’ala immota gialla dell’essere

*

André Che Isse

“studio di Coppa apollinea per libare i bracci di Nijinsky”

40 x 95 cm

matita su tela di cotone non preparata

ottobre 2023

“Quando principio una danza è sempre il primo gesto del mondo”

André Che Isse
LA LUCE DELLE IDEE:
“Quando principio una danza è sempre il primo gesto del mondo”

performance alla vernice
a
“Madonna del Corso”
MARANELLO
30 settembre 2023

SPACE GALLERY

al piano elettrico: Francesco Ferrari
illuminazione: LUCETREND

CONOSCERE L’ALA PER CURVARE L’ARIA APPENA

Quei bassorilievi di Babilonia tra le idee ardenti,

più metafisici che aggettanti.

E’ quando la dedizione che l’alma richiede arde,

che l’immobilità d’azione necessita;

solo attraversati dall’amore,

transverberati,

nel silenzio scultoreo dell’immobilità,

sarà possibile auscultare la luccicanza numinosa.

Appartenere al sublime come il riso del sole.

Conoscere l’ala per curvare l’aria appena;

nel gomito del danzatore la testata d’angolo per il mondo.

E i ginocchi ebri di cinabro rupestre.

*

André Che Isse

UNA CANESTRA DI SILENZIO

attraverso il pensiero come lo avessi desiderato da sempre

ne disbramo le idee come stelle nate nell’orto

un gesto nell’Essere può produrre un’increspatura eudemonica

tale che la curva ne abbia inventato il mondo

*

come sasso nell’acqua il cogito

e di mille gote i cerchi coassiali nel dedalo

punto di fuga rinascimentale d’equilibrio

se dall’alma al dorso del cosmo solo un segmento d’ipseità!

*

immoto in mezzo all’estate raccolgo il silenzio barocco

più dell’oro, una canestra di silenzio!

così che aggalli a pelle il noumeno scalzo

la parola del poeta è neve nei meriggi al sole d’estate

*

André Che Isse