LE IRIS DI ISSE IN TAZZA D’ARCO GIALLA

André Che Isse

“LE IRIS DI ISSE IN TAZZA D’ARCO GIALLA”

91,5 x 121,5 cm

(con cornice antiqua dipinta)

tempera da muro,giallo da vetro,matita nera,vernice lucida finale,corda cucita su cotone

febbraio 2021

OPERA RETROILLUMINATA

(opera numero 1099 del catalogo Che Isse)

ISSE’S HOUSE

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LA STESSA OPERA ILLUMINATA FRONTALMENTE

LA CURVA D’ELISIO

seduto a scriba ocra conserto, ausculto polirsi d’acqua la curva su sasso

bizantismo a curvatura leggiadra per densità di pensiero immoto sull’ala

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è quell’attimo prima dell’amore che gonfia la gota a luna vermiglia!

desiderare la luna è snudarsi l’anima al sole

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ma cosa rimarrà tra le dita alla fine delle stelle?

l’odore di un giorno d’amore qualunque: l’ali di un guardo sciente

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allora avvolsi i ginocchi con grazia come nubi ragnate ad angolo

quando più sia il desiderio che lo spazio

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così curvai la notte con pensiero bizantino

abbottonando molecole di pane nel dorso

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così tesi la fune senza vederne i capi dal principio di mondo al limine d’universo

che stando nel mezzo sospeso, l’alma ostenda ora il suo raggio eternale: dima gaudiosa!

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André Che Isse

FUNAMBOLO SU FILODARIANNA

coltivo un silenzio d’argento scalzo obovato
che si pettina di nascita fino alla fine del mondo
che schiudendo la bocca l’aria curvi tra i denti

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ogni cosa principia al pensiero con passo fragile di dioniso
tanto che se fantasio al limine dell’universo posso caderci dentro
più di quanto il sole m’abbrunisca i bracci

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così bastevole sarà conoscerti in un atomo per riddare all’elisio
tanto che dal gomito ai diti un filodarianna di miele soltanto

quando un silenzio ostenda la sua epifania come angelo che l’ali fossero romore di neve

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ho scelto la via delle luna come imponderabile curva d’amore
un filodarianna dal primo passo alla fine dell’universo
quella stanza che dall’iride alle ali fa angolo di stella

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André Che Isse

OSTENSORIO DI SILENZIO BAROCCO

André Che Isse

“OSTENSORIO DI SILENZIO BAROCCO”

173,5 x 74 cm (con cornice)

Carboncino, timbri-cartigli di Isse, tempera da muro, su antico lenzuolo di lino;

e vernice lucida finale su cornice dipinta

dicembre 2020

collezione Che Isse

(opera numero 1097 del catalogo Che Isse)

ISSE’S HOUSE

LA CURVA IN BOCCA

quando l’anima aggalla in bocca

il sapore è curva di stelle

quelle risa divorate da van gogh sulla luna

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e la materia degli atomi esonda estasi crassa:

lecconerie di luccicanza!

tanto che l’esserci sia curva soltanto dell’essere

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sono equilibrista su un fiore di sole

improcrastinabilmente d’argento l’iride del sole addosso

e frangipani a curva di nuca tra il dorso e la chioma d’arciere

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in bocca la fragranza sintattica di bocca eudemonica

che di cognoscenzia sia perseità emozionale ignuda

quanto alla fine dell’universo faccia <<tana!>> l’elisio adesso

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André Che Isse

L’IRIDE DEL SOLE ADDOSSO

André Che Isse

“L’IRIDE DEL SOLE ADDOSSO”

La Curva Ebra dell’Haiku,

studio trentesimo: venticinquesimo fiore d’erbario

40 x 33,5 cm

tempera nera da muro su foglio A4 di carta velina invecchiata,

matita nera,nastro carta,vernice lucida finale,giallo da vetro su misto cotone

dicembre 2020

OPERA RETROILLUMINATA

OSTENSORIO DI SILENZIO BAROCCO

se prendo questo momento tra le mani posso camminarci dentro

più vero del più magnifico dei sogni, così per ogni adesso qualunque!

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ho eretto ziqqurat d’inchiostro senza staccarne il calamo dal foglio

torno torno i bracci nei fiori dell’oro noumenico, ubriaco di lune!

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così ho imparato il miele nell’atomo e la curva in bocca

coi ginocchi gnomoni sui girasoli icosaedri ignudi

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una passacaglia scalza d’esserci in elisio

per cui modellai vasi in folio per mescervi i silenzi

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i silenzi di festa che parimenti siano al Barocco

in cui danzo come kouros immoto su palco dietro l’universo

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e se mai un dio fosse il mondo, dal silenzio l’alba

quando i ginocchi primi friniscano alle stelle mute sui meli

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André Che Isse