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LA GILDA DI DIONISO PER 9 DANZATORI SCALZI DEGLI DEI
LA GILDA DI DIONISO PER 9 DANZATORI SCALZI DEGLI DEI – installazione & danza –
André Che Isse
LA GILDA DI DIONISO PER 9 DANZATORI SCALZI DEGLI DEI
9.10.2024
installazione & danza
Phi Hotel Canalgrande
modena
opere & danza: André Che Isse
clarinetto basso: Achille Succi
illuminazione opere: LUCETREND
mecenate: Federica Malagoli
evento con SPACE GALLERY
QUANDO IL TALLONE PER OSMOSI EQUILIBRA LA MISURA EUDEMONICA
ho disegnato il giorno con la sostanza dell’alma
ho posizionato un vaso come una roccia di giardino zen
incedo tra la forma dell’idea e l’erba tagliata d’eliso
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sussurro sul giorno gesta di luna
mentre barrisco la notte i nomi di Imhotep
è per loro che edifico la camera dei delfini!
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cogito dove l’aere traluce nella misura rubata all’eterno
scalzo disbramo assiso d’ebbrezza
dove principia il pensiero dell’Essere è il primo giorno del mondo!
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l’universo per l’Esserci sta sulle dita
e quando il fiato mi traversa sciente è una cometa
allora mi pettino la coda come Boristene la via lattea!
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André Che Isse
EVENTO: “LA GILDA DI DIONISO PER 9 DANZATORI SCALZI DEGLI DEI”
FUNAMBOLO EUDEMONICO
supino a Babilonia
il mio dorso non si stacca dalle rose
mentre danzo l’ipotenusa dei gigli
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una distanza di passi eternale
eppure ardiamo insieme!
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sono nato da un sogno
l’ho disteso come filodarianna
ove m’equilibro ora come eclittica d’eliso
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siedo dove principia il pensiero
l’ala mi ha inventato
trabocco d’incontenibile ebbrezza!
*
André Che Isse
IL TAVOLINETTO PER LA SALA DEI PROFUMI DELLA POETESSA ISE
L’INCESSO IMMOTO DELL’ALA
sto in mezzo all’estate come ala immota d’un sogno
non più vivere ma soltanto Essere
non più amare ma soltanto Esserci
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del resto cosa deve rimanere per l’eliso?!
nascersi dal pensiero che inventa la ruota!
il mio corpo ora ha la stessa sostanza dello spirito
*
Aerostiere sidereo
Agrimensore rinascimentale
Artifex ebro!
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mangio i fichi supino di poiesi
e se tolgo il battito dall’ala posso tracannare il silenzio a garganella
del resto come Borges nella torre dell’Aleph di lanterne magiche imparadisato
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André Che Isse
L’ELEGANZA DELL’ESSERCI E’ L’EQUILIBRIO DELL’ALMA
se curvo la neve danzando posso materiare la levità
angoli dove trovarsi ubriachi d’amore!
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l’increspatura molecolare dell’attimo è scordatura a misura ebra
il tempo ama chi ama il tempo!
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e quando i ginocchi sono ebri di cinabro rupestre
per ogni ebbrezza sarà nome di stella!
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allora ogni frontispizio si leggerà antiporta per sogni
il cielo è così pieno di gote che potrebbe soffiarci dentro l’alma!
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ho stamburato i talloni rotondi nell’albume
così che il silenzio mi dardeggiasse la spuma del riso addosso!
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Esserci è sapere che la realità impera solo per l’Essere
del resto se tutto esiste solo per chi lo pensa ne avrò cura come fosse la prima idea!
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André Che Isse
LA PIEGHETTATURA DELL’ETERNO
ho tracciato una linea col carbone
in principio ho messo le idee,1000 anni luce sul fondo
nel mezzo la curva dei bracci
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i pensieri senza mani in Essere
ho piegato il giorno in eoni come ulisside l’arco
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bisognava seguirne la convessità delle pietre di pece
fin dove nacque l’idea del Barocco
solo se incedo sulla luccicanza dei ginocchi giungerò l’eliso
*
avvolgo la felicità nell’oro del fiato
lo piego fino alla fine del mondo
così che steso ora mi eterni!
*
André Che Isse





