coltivo un silenzio d’argento scalzo obovato che si pettina di nascita fino alla fine del mondo che schiudendo la bocca l’aria curvi tra i denti
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ogni cosa principia al pensiero con passo fragile di dioniso tanto che se fantasio al limine dell’universo posso caderci dentro più di quanto il sole m’abbrunisca i bracci
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così bastevole sarà conoscerti in un atomo per riddare all’elisio tanto che dal gomito ai diti un filodarianna di miele soltanto
quando un silenzio ostenda la sua epifania come angelo che l’ali fossero romore di neve
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ho scelto la via delle luna come imponderabile curva d’amore un filodarianna dal primo passo alla fine dell’universo quella stanza che dall’iride alle ali fa angolo di stella