Edran spalancò gli occhi nel cuore della notte trovandosi di fronte la luna.
E in quel momento gli sembrava fosse rimasta alzata per lui,come un’amante che vuole rubare l’intimità segreta dell’amato:
vegliargli il volto abbandonato nel sonno,leggendogli le stelle.
Edran sorridendo alla luna sentiva,ancora prima di vivere,tutta la sua cura:
sì,era lì per lui,esisteva solo per lui,ed egli non l’avrebbe mai tradita per le stelle.
Se qualcuno li avesse visti nel filo degli occhi non avrebbe potuto che innamorarsi della notte.
André Che Isse
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IL TAVOLINETTO DEI SOGNI
cosa sogna la luna?
i sogni degli amanti che sanno volare?
i passi di un pensatore color notte?
o soltanto l’argento riflesso nell’acqua di Narciso?
ti mastico le labbra perché odorano di luna
cerco la tua schiena innevata sotto le comete
e ho costruito una scala per arrivarti nel fiato
come sogna la luna?
senza mani in bicicletta nel sentiero bianco di sassi?
rubando i desideri delle querce?
o soltanto specchiandosi la chioma?
quando guardo la luna che ti è caduta in bocca
sognano i baci
e se potessi creare un mondo lo vorrei con 12 lune che ti sognano
André Che Isse
”Il vasaio degli dèi per il tavolinetto dei sogni della regina Hatshepshut”
120x60cm,carboncino su tela écru ,agosto 2014