MANDORLE D’AERE

MANDORLE D’AERE


cerco di non spostare il silenzio
nijinsky supino nel meriggio di un fauno
e tra i bracci una canestra di mandorle d’aere

André Che Isse

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dal mio XXX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

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QUANDO HAI PAURA DEVI SAPERE CHE ABBIAMO LA STESSA FORZA DELL’ARIA

il pensiero modella la curva di dio come roccia erosa dall’aria
le dita di una vasaio sulle pareti del parco a raccoglierne mele

con le mie mani posso fare lune giganti e accarezzarti la schiena
toccare la cima degli alberi e custodirti il sesso tra labbra ciliegia

quando penso che abbiamo mani che raccolgono stelle
posso sdraiarmi sopra il cielo dove il tempo si versa come vino

e se l’aria può modellare le montagne noi possiamo inventarle
essere dèi per un giorno come un lungo bacio eterno dentro la tua bocca

André Che Isse