I MIEI QUADRI RETROILLUMINATI IN MOSTRA A SPAZIO TADINI

I MIEI QUADRI RETROILLUMINATI IN MOSTRA A SPAZIO TADINI
da 8 a 25 ottobre 2014

Ma quando inizia veramente una mostra?
Non inizia mai veramente una mostra,è sempre stata lì tra le idee,
nel serraglio dei pensieri.
Ma poi un gesto sospeso nell’aria che principia una mia danza
abbriva,sospinge, quell’imago a prima pietra architetturale.
E quel gesto è già prodromo,semina,alla mia poiesi,al fuoco rubato agli dèi…
Il resto è valentigia creativa,alchimiare,sublimare la mia danza sulla tela.
E quando ho finito di allestire una mostra,prima che la festa,la vernice,possa avere inizio:
sorrido con le labbra dell’anima…

 

INVITO PER LA MIA PROSSIMA MOSTRA ALLO ‘SPAZIO TADINI’ A MILANO 8.10.2014

André Che Isse

”La poesia degli dèi”

VERNICE E DANZA

MERCOLEDI’ 8 OTTOBRE ALLE 18,30 ALLO SPAZIO TADINI, Via Niccolò Jommelli 24 – 20131 Milano

http://www.spaziotadini.it/

ELOISA MANERA AL VIOLINO

16 QUADRI RETROILLUMINATI in esposizione fino al 25 ottobre

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”Quando nomino gli dèi il pensiero trama,tra i fili dell’ordito del mito,di Bellezza.
Il cucito della corda sulla tela intesse un bassorilievo se illuminata frontalmente,e al contempo la poesia di una vetrata se retroilluminata.
La luce che attraversa la pittura dal suo interno alchimia poesia.
L’artefice si fa alchimista:
la trasmutazione nell’oro della luce si fa epifania:
un’apparizione fisica della poesia…un incantamento iconico…
Narrare la forma trapassandola di luce è un po’ come accendere il nome agli dèi,quegli dèi che custodiscono il fiato nei vasi,incantano i querceti di mele,e danzano i gesti della creazione.

Quando principio una danza: il primo gesto del mondo,come prima poesia”.

André Che Isse

Biografia

Dipingo per ‘miracolare’ la Bellezza
Scrivo per l’imperiosità d’Essere
Danzo per ostendere l’Esserci

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 il corpo: LA DANZA
la mente: LA SCRITTURA
l’anima: LA PITTURA

 

Creo per vedermi l’alma!
per inverarLa, incarnarLa:
perché possano vederLa le stelle.

Come un michelagnolo che tolga materia
per disoccultare la forma dalla sua segreta:
così creare è per me togliere il reale per il Vero.

Una corda, un FILODARIANNA,
cucita sulla tela per disegnare la mia danza,
la mia ricerca di danzatore e coreografo contemporaneo.
*
Ho creato una danza di immagini pittoriche
ricercando nella plasticità del corpo e nel disegno geometrico degli arti.

Sentii la necessità di fissarne il pensiero sulla tela.

Trovai una tecnica che rappresentasse il tono muscolare del corpo:

corda cucita su tessuto intelaiato,

che mi permettesse di rilevare la plasticità coreografica nella sua materia

e nel suo geometrico perimetro di filo.

Un filo d’arianna che annoda e tesse la mia danza alla tela.

PLASTICITA’

come gesto teurgico;

GEOMETRIA

come prima costruzione del mondo;

MATERIA

come corpo d’Uomo.

*

La luce posta dietro alla tela disvelò l’anima,

manifestando il ‘labirinto’ dell’Artefice.

*

André Che Isse

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“Nell’opera di André Che Isse è facile sentirsi come il funambolo Philippe Petit,

si cammina sopra una fune, sospesi nell’ebrezza del vasto operato di un artista,

in una sindrome di Stoccolma tra danza, pittura e poesia.

Nell’operato dell’artista ci si può perdere e ritrovarsi più volte data la vastità delle nozioni,

concetti ed informazioni che traspaiono dalle sue opere, il vissuto del poeta, pittore e danzatore

inevitabilmente ruota su se stesso cercando un rapporto che non divenga conflittuale,

quindi in un titolo si può incontrare una poesia e all’interno di essa una nozione storica, un neologismo,

un passo di danza, un’espressione algebrica.

Infatti non è semplice fare della versatilità una forza,

è facile ridondare nell’ esprimere un concetto utilizzando più linguaggi contemporaneamente,

allo stesso tempo è necessario provarci

soprattutto quando questa espressione fa parte di un percorso ricco e versatile,

che non si vuole lasciare fine a se stesso,

piuttosto condividerlo col prossimo,

cercando con la complessità di rendere la semplicità”

Giosuè Deriu

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*

”L’arte della danza e della pittura viaggiano all’unisono nell’immaginario di André Che Isse

che del culto del corpo e dello spirito ha fatto la sua missione.

Non esiste un momento di inizio, piuttosto un principio, un modus vivendi

che rappresenta il suo stare ed essere al mondo.

Un universo dove la comunicazione con il corpo, con il pensiero e con il segno è completo

fino a quando il movimento della mano passa dalla raffigurazione alla grafia.”

Melina Scalise

*