André Che Isse – Danzatori di Luce di Melina Scalise

Il pensiero e i muscoli di un danzatore hanno attraversato lo spazio per tramutarsi in oggetto altro, in rappresentazione di quel legame tra corpo e mente capace di accendere o spegnere un’emozione come schiacciando l’interruttore della luce.

Il lavoro di Andrè Che Isse è il risultato di due percorsi artistici diversi: danza e pittura. Entrambi convivono in lui e nella tela, dove traspone la sua visione del corpo e rappresenta la condizione umana.

“Ho creato una danza di immagini pittoriche – dice Andrè Che Isse – ricercando nella plasticità del corpo e nel disegno geometrico degli arti. Dopo 16 anni di danza ho sentito la necessità di fissare il pensiero sulla tela. Trovai una tecnica che rappresentasse il tono muscolare del corpo: corda cucita su tessuto intelaiato, che mi permettesse di rivelare la plasticità coreografica nella sua materia, nel suo geometrico perimetro di filo”. Continua a leggere

I quadri con le mani di Andrè Che Isse

Le mani, il loro movimento, la loro simbologia, sono per l’artista una parte importante del corpo, più del volto. Le dita, l’articolazione del polso, la prensione e la relazione tra di esse sono l’espressione di un linguaggio che non tradisce.

I danzatori di Che Isse

Le tele di Andrè Che Isse raffigurano corpi di danzatori impegnati in movimenti inverosimili dove il corpo si scopre libero da strutture per adattarsi a spazi, a scatole mentali predefinite.

 

 

QUADRI RETROILLUMINATI

Le opere retroilluminate sono realizzate su tela di lino dipinta. Le figure sono delineate da cordoncino cucito. Dietro ogni tela c’è una lampadina che, al buio può essere accesa per favorire una visione dell’opera retroilluminata che ne modifica la percezione, la fruibilità e il senso.

Biografia

Dipingo per ‘miracolare’ la Bellezza
Scrivo per l’imperiosità d’Essere
Danzo per ostendere l’Esserci

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 il corpo: LA DANZA
la mente: LA SCRITTURA
l’anima: LA PITTURA

 

Creo per vedermi l’alma!
per inverarLa, incarnarLa:
perché possano vederLa le stelle.

Come un michelagnolo che tolga materia
per disoccultare la forma dalla sua segreta:
così creare è per me togliere il reale per il Vero.

Una corda, un FILODARIANNA,
cucita sulla tela per disegnare la mia danza,
la mia ricerca di danzatore e coreografo contemporaneo.
*
Ho creato una danza di immagini pittoriche
ricercando nella plasticità del corpo e nel disegno geometrico degli arti.

Sentii la necessità di fissarne il pensiero sulla tela.

Trovai una tecnica che rappresentasse il tono muscolare del corpo:

corda cucita su tessuto intelaiato,

che mi permettesse di rilevare la plasticità coreografica nella sua materia

e nel suo geometrico perimetro di filo.

Un filo d’arianna che annoda e tesse la mia danza alla tela.

PLASTICITA’

come gesto teurgico;

GEOMETRIA

come prima costruzione del mondo;

MATERIA

come corpo d’Uomo.

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La luce posta dietro alla tela disvelò l’anima,

manifestando il ‘labirinto’ dell’Artefice.

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André Che Isse

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“Nell’opera di André Che Isse è facile sentirsi come il funambolo Philippe Petit,

si cammina sopra una fune, sospesi nell’ebrezza del vasto operato di un artista,

in una sindrome di Stoccolma tra danza, pittura e poesia.

Nell’operato dell’artista ci si può perdere e ritrovarsi più volte data la vastità delle nozioni,

concetti ed informazioni che traspaiono dalle sue opere, il vissuto del poeta, pittore e danzatore

inevitabilmente ruota su se stesso cercando un rapporto che non divenga conflittuale,

quindi in un titolo si può incontrare una poesia e all’interno di essa una nozione storica, un neologismo,

un passo di danza, un’espressione algebrica.

Infatti non è semplice fare della versatilità una forza,

è facile ridondare nell’ esprimere un concetto utilizzando più linguaggi contemporaneamente,

allo stesso tempo è necessario provarci

soprattutto quando questa espressione fa parte di un percorso ricco e versatile,

che non si vuole lasciare fine a se stesso,

piuttosto condividerlo col prossimo,

cercando con la complessità di rendere la semplicità”

Giosuè Deriu

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”L’arte della danza e della pittura viaggiano all’unisono nell’immaginario di André Che Isse

che del culto del corpo e dello spirito ha fatto la sua missione.

Non esiste un momento di inizio, piuttosto un principio, un modus vivendi

che rappresenta il suo stare ed essere al mondo.

Un universo dove la comunicazione con il corpo, con il pensiero e con il segno è completo

fino a quando il movimento della mano passa dalla raffigurazione alla grafia.”

Melina Scalise

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