L’EQUILIBRIO DEL SILENZIO

voglio capire come il vento s’infili tra molecole scalze
e aspettare che si svuoti il mondo per raccoglierne fiati di fiori

se lasci le vene come fiumi senza nauti scavallare gaudiose
potresti sentire lo sciabordio ebro delle nubi apparecchiarsi

ma c’è un attimo prima che due bocche si perdano i confini per sempre
è un’attesa muta dove il mondo ha il perfetto equilibrio vermiglio

ho danzato la mia vita prima che accadesse in erbario sciente
e ora l’odore delle pagine è la mia chioma che garrisce alla luna

mentre il silenzio del piacere ha il sesso del sole
proprio come l’oro dei pensieri quando tesaurizza luccicanza nuda

l’ala che sposta i neutrini non ha romore che sorriso di dèi
quello stesso che ti raccolgo in un cesto di guardo

André Che Isse

LA PELLE DEL SILENZIO

come sasso piatto sull’acqua senza mare
il fiato due volte il giro della luna nel vuoto

solo blu nel bouquet di pensiero
solo frinire muto di sole sulle palpebre chiuse

ma c’è un bacio ad angolo amoroso di labbra
così silente da stivarne tutti i fiori del mondo

da quando la parola si stagliò sull’aurora
ancora le stelle vaporano di cori adamantini

che solo pelle di neve sfrigoli senza traccia
là dove nello spazio zero tra i fiocchi le voci tornino dietro l’universo

non nacqui forse ancora dal tuo guardo zitto?!
prima di un dio prima del nulla, un gesto di silenzio increato

André Che Isse