DELLA STESSA SOSTANZA DI DORSO D’ARCIERE

quando einstein curvò lo spazio d’idea io nacqui d’arciere
principiando la danza in curva di braccio su orizzonte dove cada il mare

e non so che poetarne ginocchi senza cui non potrei salire i ciliegi
una wunderkammer ebra di nous ulisside in cui albergo sciente

un silenzio molecolare in cui imperi ogni giorno l’atomo eterno di sole
che raccoglitori di fiori nobili ne ageminano l’elisio tra fiato e pensiero inaurato

I’m a poet on daily string!
e c’è una misura più piccola di eterno che si pettina con strali di sole

il tempo non ha dorsi per inventare ali
mentre l’oricrinito guardo scocca risa tracannate giallo van gogh

e l’amore cavalca supino per azzurrarsi le gote, e gli amanti
s’alzano in piedi a dorsi ammusati -dorso nel dorso- per tenersi strette le ali

André Che Isse