ISSE

sono l’angelo che cammina sulla luna
la bocca dell’universo che mi scia il dorso

sono tutti gli uomini scalzi su dio
sguardo eterno d’amore

il braccio dell’arciere nudo
e la freccia che divora l’orizzonte sul mare

sappiate di essere dèi quanto di nulla
calice di vetro soffiato attraverso millenni foriero d’ebbrezza

e se amerete il gomito della luna potrete danzare come dioniso
e quando la musica finisce rimangono le ali

sono come i ginocchi di dioniso
fragili d’uva ma della stessa materia delle stelle

André Che Isse

4 FIORI DI ISSE

I
quando la pesca è dolce dentro l’estate
e il ricordo dei tuoi baci cavalca il sole
non so più distinguere la bocca dall’ebbrezza

II
ti dispiace tagliare le gambe dei fiori
ma sei felice tenendoli in mano
la tua casa la vorresti un giardino

III
i baci si appoggiano alla bocca come il tuo sguardo al mio
mentre tu sorridi tessendomi l’amore addosso
quello che non va più via

IIII
t’incanta la luna
forse ti vedi seduta nel cielo
o forse è giardiniera di stelle

Isse

«sia che il tuo cuore sia o no rivolto a me, da sempre, come corda d’arco, verso te il mio cuore è stato teso»
Ise (877-942)

andre-che-isse-piccola-stanza-del-vento-da-braccio-nel-primo-giorno-del-mondo-verso

André Che Isse
“piccola stanza del vento da braccio nel primo giorno del mondo”
-VERSO-
40×40 cm
corda cucita su misto cotone e acrilico
OPERA RETROILLUMINATA
agosto 2016