Quei bassorilievi di Babilonia tra le idee ardenti,
più metafisici che aggettanti.
E’ quando la dedizione che l’alma richiede arde,
che l’immobilità d’azione necessita;
solo attraversati dall’amore,
transverberati,
nel silenzio scultoreo dell’immobilità,
sarà possibile auscultare la luccicanza numinosa.
Appartenere al sublime come il riso del sole.
Conoscere l’ala per curvare l’aria appena;
nel gomito del danzatore la testata d’angolo per il mondo.
E i ginocchi ebri di cinabro rupestre.
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André Che Isse