…forse sognavamo,sì!,forse sognavamo prima di nascere…
perché quando si sogna non si ha la consapevolezza di essere,non c’è distanza tra pensiero e tempo.
Forse eravamo solo sogno alla deriva fuori dal cosmo,senza né spazio né tempo,senza il profumo delle stelle,senza maniche di sole,o forse solo una vela nera nella materia oscura…
Tra le vite infinite e il pensiero dalla chiomadoro,forse,solo un sogno perenne…
Bè! Spero soltanto di continuare a svegliarmi ancora e ancora e ancora:
di tingermi di fiato,e cadere dalle nubi,inzafardato di luna…

1.7.2014

Si potevano toccare le stelle,raccoglierle in un cesto,e poi ricontarle nella notte,senza
che nessuna mancasse.
Così Edran gli piaceva,sorridendo,pensare dell’anima:
”toglietele pure dal mondo,ma esse continueranno a brillare nel tempo”.
E quando argomentava sul tempo non voleva intendere la storia dell’Uomo,ma quella sorta di nastro magnetico in cui si incide il farsi,dove la tessitura dell’essere scocca lo strale di fiato tra le stelle.
Universi che esplodono nascendo mille volte mille e ancora morirne svanendo,ma in quel punto,in quel sol punto dell’infinito increato,ecco inventariato quel gesto nijinskyano in cui l’incarnato delle gote stupite della spettatrice in prima fila si polirono di una lacrima adamantina,e nulla potrà cancellare il suo ‘port de bras’ apollineo che chiuse il velario quella stessa sera.
Sebbene obliviosa la mente umana,nel ‘nastro del tempo’ tutto rimane apparecchiato;
e quando si arriverà a passeggiare nel tempo,tutto sarà ancora lì,intatto,come la prima volta,come quella prima volta che Edran raccolse le stelle dal cielo senza che esse non
continuassero a sorridergli nella notte.

10.7.2014

LA NOTTE

perché la notte mi regala l’infinito
kisses in the corner of lips
il fiato delle stelle

perché la notte è la madre che non ho mai avuto

e mi ubriaca di luna
e mi smeriglia la schiena
e non finisce mai

perché quando il giorno labbreggia c’è un’altra notte nei sogni

e tutto è così vivo
e i fiori nudi sull’anima
e sembra di toccare il sesso agli dèi

André Che Isse

11.7.2014

LA BOCCA DI NEVE

la bocca nella neve d’estate
come nel sesso di afrodite
per riempirla di tempo

guido i pensieri dalle stelle alle labbra
ruscellando di lacrime luminose
fino ai confini dell’estasi

è mai possibile che esista un paradiso più stupefacente
di quello che mi trapassa di fiato?!
rimetto la bocca nella neve

André Che Isse

15.7.2014

BASTEREBBE SEGUIRE IL FIATO DI UNA NUBE

tutto il mio tempo del mondo negli occhi
tutti i palazzi del mondo con un gesto

il sapere che guida la fragranza del pensiero scrive sul nulla la sua chioma
quando i miei piedi scalzi lasciano l’estate nella neve

perché non dovrebbe bastarmi il mio fiato che inventa il mondo
lo capisce chi sta per perderlo
e allora prima di essere nulla voglio riempirmi le gote di baci

cadere nella luna
eiaculare i sogni
lordarmi di tempo

André Che Isse

23.7.2014

Il sito dell’artista Andrè Che Isse

Andrè Che Isse apre il suo sito ufficiale che raccoglie tutti i suoi lavori di pittura, i suoi scritti e le sue attività legate alla danza.

“Il sito è uno strumento per raccogliere su un unico supporto la mia attività creativa e professionale” commenta l’artista.

Il sito dell’artista è stato ideato e curato da Melina Scalise di Spazio Tadini – Milano

Per contatti: ms@spaziotadini.it

André Che Isse – Danzatori di Luce di Melina Scalise

Il pensiero e i muscoli di un danzatore hanno attraversato lo spazio per tramutarsi in oggetto altro, in rappresentazione di quel legame tra corpo e mente capace di accendere o spegnere un’emozione come schiacciando l’interruttore della luce.

Il lavoro di Andrè Che Isse è il risultato di due percorsi artistici diversi: danza e pittura. Entrambi convivono in lui e nella tela, dove traspone la sua visione del corpo e rappresenta la condizione umana.

“Ho creato una danza di immagini pittoriche – dice Andrè Che Isse – ricercando nella plasticità del corpo e nel disegno geometrico degli arti. Dopo 16 anni di danza ho sentito la necessità di fissare il pensiero sulla tela. Trovai una tecnica che rappresentasse il tono muscolare del corpo: corda cucita su tessuto intelaiato, che mi permettesse di rivelare la plasticità coreografica nella sua materia, nel suo geometrico perimetro di filo”. Continua a leggere →

I quadri con le mani di Andrè Che Isse

Le mani, il loro movimento, la loro simbologia, sono per l’artista una parte importante del corpo, più del volto. Le dita, l’articolazione del polso, la prensione e la relazione tra di esse sono l’espressione di un linguaggio che non tradisce.

I danzatori di Che Isse

Le tele di Andrè Che Isse raffigurano corpi di danzatori impegnati in movimenti inverosimili dove il corpo si scopre libero da strutture per adattarsi a spazi, a scatole mentali predefinite.