VESTITO NUDO DI MILLE ALBERI SCALZI

ho danzato nei gangli dell’ebbrezza sul dorso del sole
e sono divenuto dorso di dioniso ardente imperituro

eccomi nel morso d’essere senza staccarne matita di foglio
scaturigine di mondo quanto albergatore di lune

così che il giorno inventi se stesso prima di nascersi addosso
vestito nudo di mille alberi scalzi

ho imparadisato la coscienza tra palmi che soppesavano chiome di cuore
per pettinarne labirinti alla foce dei gesti

ed ora non c’è neutrino a sellarmi il fiato che non sia scettrato davvero
re siamo per le stelle e nella camera dei delfini

e nel mio cerchio con le braccia la curva del mondo dove cade il mare
e il pozzo di luna dove i sogni risalgono alle stelle come canestra di frutta

André Che Isse

QUADRIVIO DI ETERNI A MATITA

se penso sorgo imperioso
e m’esonda lo sguardo di stupore prometeico

sono traccia per stelle pensanti
filodarianna ulisside su ginocchi icari

quadrivio di eterni a matita per millanta ponti d’arciere
stanze per delfini ebbri

ecco dove il sapere si beve in tazza raku all’alba di dioniso
non staccando dal foglio il carbone che disegna il mondo

io voglio edificare dietro l’angolo dell’universo la camera dei meli
dove salire scalzo la luna

divorare ciambelle di spuma come nubi materiate d’albume
e perdermi sull’unica strada di fiato con la matita in mano

André Che Isse