GLI ORLI DEGLI ORTI

ho aperto il silenzio come arance per dolci

e subito la bocca infilata d’ocra nel miele

così equilibro l’alma sull’argine ebro

*

gli orli delle cose curvano il mondo per sé

un attimo prima che il Tempo si bagni d’amore

e la leggiadria traversa scalza la stenditura del fiato

*

ho disegnato il vento e danzato nel cinabro

e tra il capanno di Monsieur de Sainte-Colombe e quello di Mahler:

rimango ubriaco arso a 13 miliardi d’ali

*

dalla luna gli orti saporano di vesti pittate da klimt

e gli obi in broccato a filidarianna dorati nodeggiano voluttà al disio

l’eudemonia è pari al silenzio tessuto in coltura ebra

*

André Che Isse

(prima poesia dopo le 24 EUDEMONIE ELETTIVE)

IL TRAFFICANTE DI METEORITI EBRO

immagino un cerchio di sabbia nel deserto da cui guardare le stelle
lo stesso cerchio d’omo di lionardo lo stesso tondo dietro rembrandt

ci sono cuori che vengono da altre galassie come piccoli sassi dorati
hanno ali nel sangue e guardi da far crescere montagne dove prima c’era il mare

ma poi sui meli per ascoltare radiazioni cosmiche di fondo e gonne a pieghe blu!
i bottoni nel dorso come meteoriti di piacere e dita inzafardate di miele scalzo

amo vivere da impazzirne! ad ogni bosone che dà forma al secondo
avete mai pensato quanto si diverta il tempo a scivolarci di dosso?!

ma poi c’è qualcuno come mahler a costruire nubi dense come pianeti per camminarci
mille giri sulla Terra contando i pensieri e zangolandoli nell’otre ulisside del fiato ebro

va bè! ora mi distendo in un’idea da lanciare attraverso l’universo
chissà che non arrivi alla sua idea gemella per inventare il mondo

André Che Isse