CORRERE DA DIETRO LA LUNA

cosa c’è al di là del vetro che ci manca da morire?
perché gli occhi attraversano il cristallo dell’universo?

forse che cerchiamo chi riesca a guardarci dietro l’iride
come un sole che ha bisogno di albergare i suoi raggi

ho disegnato sulla pelle del mio sguardo un giardino d’estate
l’ho disegnato per chi me lo racconterà coi raggi in tasca

e al di là del vetro ti vedrò arrivare già custode del mio segreto
tu conosci da sempre il mio talamo di Ulisse senza saperlo

e tu mi vedrai senza il vetro perché ho le tue ali tra le dita
perché le mie mani sono nate per lucidarti la tua schiena di neve

perché il mio cuore corre intorno al tuo sguardo
e la mia bocca ti cadrà in bocca senza fare rumore

e se c’è qualcosa al di là del vetro che ancora mi manca
è sentire il tuo desiderio crescermi nel fiato come unico sole

André Che Isse

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André Che Isse fotografato da Rosario Santimone

live performance 11.10.2015

SE APPOGGIO LA MIA SCHIENA SULLE TUE ALI TU SORRIDI

vorrei sedermi dove inizia il tuo sguardo
e guardare la luna dai tuoi pensieri sugli alberi

ma se metto la bocca dove inizia la tua coda
mi crescono le mele tra le dita dei capelli

perché ti divoro dai talloni delle nubi
con le mani sui tuoi occhi che ti nevicano d’amore

e quando la curva del sole mi scalderà i ginocchi
tu abiterai nei miei desideri rubati al sesso degli dèi

come quando appoggio la mia schiena sulle tue ali
e tu sorridi tanto quanto un cesto di stelle

André Che Isse

TROVARTI QUANDO INIZIA IL MONDO

quando principio una danza è sempre il primo giorno del mondo
e sulla curva del braccio la prima ruota nella neve

l’angolo del gomito è dove appoggerò il labirinto nel giardino
per il tuo filodarianna dietro la luna che serbi in un bacio mai dato

mi sono bastati il fondo dei tuoi occhi e i fiori dietro l’iride uggiosa
per auscultarti i ginocchi in bocca proprio sulla tua chiomadoro

quando potrò farti la coda danzerò con la tua chioma nel desiderio
e il primo gesto del mondo sarà per polirti le gote fruttate d’amore

André Che Isse

L’AMORE HA SEMPRE I PIEDI NUDI

vorrei trovarti dentro una lacrima
quando il cuore fa due volte il giro dell’universo

raccogliere la mia commozione in un cesto da giardino
e donartela prima di incontrarti la prima volta

aspettare le tue labbra come si aspetta l’estate
assaggiate sull’albero per mangiarti il riflesso delle stelle

so che quando il tuo sguardo mi sfiorerà il pensiero
ti riconoscerò da dietro la luna

ti riconoscerò dai sogni che pettinano la tua chioma
quando scalzo nella tua schiena sorgeremo d’amore

ti sei appena voltata di scatto pensando di trovarmi
devo solo togliermi i sandali e sarò lì da te

André Che Isse

I VASI PRIMA DEL MONDO

ho rubato la commozione degli dèi e la creta alle nubi
per infilar le dita nella marmellata di un vasaio ebbro

ma ho dovuto affogare nella luna per essere imbavagliato di baci
quelli che schiumano d’immortalità e allungano la chioma nella schiena

ho travasato l’amore sulle vele nere della tua notte eterna
per navigarti dietro le stelle come un cucchiaio per il tuo cuore

uno studiolo custode di nuche scalze dove giocare a prendersi i sessi
quelli che prima che nascesse il mondo già rincorrevamo

André Che Isse

LE PIEGHE DELLA NOTTE

dove si posa lo sguardo inizia il tempo
mi metto le mani in bocca per salivare i pensieri di commozione

ma si nasce solo quando i passi scalzano i talloni allunati
e io m’infilo nella notte come le dita nelle pieghe di una gonna

c’è un bacio sull’eclittica del sole da prima che ci sposassimo gli occhi
che se la sorride aspettando di nevicarci addosso

è possibile che non sia il tuo ma è sicuramente lì per me
e lo curerò con mille cuori e mille gonne a pieghe blu

e imparerò il liuto per un solo amore ancora per sempre
quello che mi ruberà il bacio del sole per regalarmelo dopo i sogni

perché dove poseremo le bocche inizierà il mondo
tu nella gonna a pieghe blu io a infilarci la notte sui talloni scalzi

André Che Isse

L’ALBERO DI MELA

 ho appoggiato la bocca dietro l’universo
e non importa se gli alberi maturano solo una mela
 
è sempre stato solo il primo giorno del mondo
e ho solo danzato la mia anima
 
ecco i miei passi scalzi sui rami
ed è un incanto saperti sconosciuta nella luna
 
per questo ho teso l’arco nelle stelle
e so che in un primo giorno del mondo ti allaccerò i calzari
 
mi basta una mela per amarti
perché ti basterà una mela per amarmi
 
ho preparato la mia vita come un letto d’amore
perché prima di nascere ci sognavamo sui meli
 
André che Isse
André Che Isse L'ALBERO DI MELA
 
André Che Isse all’Avvocato Onegin con stima e affetto la mia opera 1000:
”L’albero di mela”
108×100 cm
opera retroilluminata
agosto 2015

TI HO APPARECCHIATA DI BACI ETERNI

ho scolpito i pensieri fino a diventare stelle scalze
corpi immortali in parole d’inchiostro

ho sussurrato l’infinito per caderci icario senz’ali
con ginocchi nati su lune giganti

ho danzato i baci mai dati come un dio amoroso
non staccando mai il cielo dalla nuca

ti ho vestita dèa per camminare le nubi
con talloni rubati alle fate dietro l’universo

ed è come scettrarsi di baci cavalcando comete
afferrandoti la coda quando mi guardasti la prima volta

si può dire che ci spiammo l’amore prima di nascere
prima di svegliare gli dèi per colazione

André Che Isse

LA BOCCA NELLA NUCA

se ti appoggio i pensieri sulle labbra
posso vedere gli alberi nella luna

perché prima di nascere ho scritto il tuo bacio nei ginocchi
proprio mentre tu avevi ancora le scapole sognate da un dio

ecco che avvicinando le bocche il moto di processione si annulla
da cadere in gola gli equinozi con le gote

ma quante volte ho voluto nascere per incontrarti
quante volte mi sono chiesto dietro quale luna tenevi la chioma

va bene ora se infilo i gomiti nel tuo desiderio purché danzino
e con le tue dita dove l’amore capriola di marmellata

sicuramente ci sporcheremo di nubi
già tra i denti la tua nuca appena nata

André Che Isse

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André Che Isse fotografato da Rosario Santimone dicembre 2014

TI PORTEREI LA NOTTE PER COLAZIONE

c’è qualcosa in amore che la notte protegge
un pozzo profondo come il desiderio dove guardare la luna

chissà come una cometa può diventare un airone nel cuore
e una canzone sussurrata precipitare in un bacio più lungo della notte

quando si nasce c’è dall’altra parte dell’universo un corredo di baci
una stanza per l’olivo di ulisse e un filodarianna tra i dorsi argentati

chissà come girarti intorno due volte possa l’arciere colpire la luna
e vestirti di gigli prima che il giorno imbrunisca la pelle d’amore

André Che Isse