4 EBBRI D’HAIKU

I
ebbrezza tattile
lordato d’estate
tesso l’estasi del cogito

II
come non essere di dioniso!?
freccia adamantina scoccata!
con queste mani ubriache d’amore!

III
basterebbe essere solo occhi
affissare il difformarsi incorrotto di nubi
per alchimiarsi in mille ori alipedi

IV
mentre già posso correre la gioia
collezionare lunghezze di fiato
trangugiando pelle d’eterno ebbra

André Che Isse

LA NUCA DELLA LUNA

i giorni dell’universo si appoggiano al dorso delle stelle
decantando l’estasi di dio

e non importa che non esistano dèi
quando posso pettinarmi l’ebbrezza dei pensieri

c’è un posto in tutto il tempo increato tra il desiderio e la nuca
dove l’eternità si raccoglie dagli alberi

chiomeggia il fiato lungo l’ipotenusa dell’amore
con passi scalzi nei ginocchi della luna sull’eclittica dell’essere

André Che Isse

STRALI DI SALIVA

fermati quando la pelle affoga nei cerchi d’acqua
lasciati disarcionare la chioma nella schiena d’arciere
e bacia l’amore tra i denti e la gola

non aspetterò il giorno di vetro per masticarti il fiato
ti ruberò l’anima per regalartela a colazione
dispersi nell’ebbrezza sbavata tra le bocche di saliva

ancora ti colo le ore nelle nari
e ti morderò la nuca fino a luna piena
senza lasciarti slegate le mani di desiderio

fermati quando i talloni stirano l’orlo della sua gonna
asciugati il sesso con labbra di nubi
e percorri tutti i giorni come un solo lungo giorno d’amore

André Che Isse