LE TUE GOTE DI ACERO ROSSO

cammino così lentamente da poter sognare
e spesso non faccio nulla tranne che vivere davvero
mi piace farmi attraversare dalle idee come sassi piatti sull’acqua

e ora ti alzerai come in ogni giorno con le tue gote di acero rosso
ancora nell’angolo della bocca uno scampolo di notte
e ancora non sai che il tuo odore sulla mia ala ha inventato il volo

vorrei conoscere solo il sapore della luna diurna e riempirmi le tasche di sole
tanto che maturi il grano da solo nell’oro delle parole
e poi sedermi nel segreto del cuore per albeggiare ebro

la prima volta che ti ho vista dormire dentro la notte avrei voluto rubarti la bocca
con le tue labbra avrei baciato il sole nel dorso
e poi ci saremmo baciati d’eterno ritorno dove fioriscono i ciliegi

André Che Isse

L’IPOTENUSA DELLA BOCCA

vorresti sapere quello che sanno le nubi
coi pensieri nell’acqua tra i sassi piatti
mentre sussurri una parola senza muovere labbra

mi perdo scalzo in un giorno qualunque
appoggio sui ginocchi le lune d’albume diurne
schiumando nel dorso le tue scapole di neve

e tu pensi al mondo nel silenzio
sorridi attraverso un sorriso
ma vorresti amare perdutamente senza rivelarlo a nessuno

ti archi di risa odorose
mentre cerchi un angolo uguale alla bocca
per baciare di sbieco l’amore

André Che Isse