”La naiade luminosa filatrice di sogni”
108×150 cm
opera retroilluminata
TI LUCIDO LE ALI COL FIATO
quando apri gli occhi l’alba del mondo è lì di fronte a me
e mi fai fare il giro del sole mentre ti raccolgo dall’albero delle mele
potresti arrivare tra due vite ma ti riconoscerei comunque
e quando mi volterò ti bacerò fino alla fine del mondo
sarò come un angelo muto o un carro di sole
sarò ciò che sognavi prima di nascere
amandoti dalle dita alla luna masticando il tuo desiderio
perché cosa c’è nel buio se non i tuoi piedi scalzi di neve
le tue gote ricolme di zefiro
la tua schiena immersa di gardenie
che accarezzerò fino a che non mi avrai affogato d’amore
l’amore in cui siamo nati un giorno per non morire subito
André Che Isse
FARSI ATTRAVERSARE D’AMORE AURORALE
quando l’amore è la sorpresa della prima neve
senza conoscere nulla di te fuori dalle stelle
è possibile che tu ora sia cometa dietro la luna al largo proprio fuori dal mondo
dove mi seggo di fronte aspettando la tua alba con un cesto di stelle fresche
quando penso che profumerò i pensieri con la tua nuca
rimango accanto all’amore come non conoscessi altro
ti promisi prima del tempo che avrei danzato con le tue ginocchia nelle mie
e mangiato insieme proprio al largo di uno stupore dove non ti avrei più lasciata
quando l’attesa del primo bacio è l’inizio del mondo
la tua bocca di fronte alla mia non fanno angoli
infilerai le braccia nel mio fiato come una camicia di luna fresca
ed io affogherò gli occhi tra le tue scapole scalze odorose di cedro
quando alla tua epifania danzerai nei miei piedi
saprò di poterti chiamare amore
André Che Isse
IL LATO PIU’ LUNGO DELL’ANIMA
se non fossi mai esistito non potrei rinascere ad ogni risveglio
non potrei appoggiare il gomito nelle fragole
e neppure addormentarmi stivato d’amore
mi faccio abitare dalla pioggia come alberi di mele
e bisogna ubriacarsi di fenicotteri che incarnano il cielo
per appoggiare la fronte dei pensieri dove il ramo s’incurva di neve
dove finiscono le persone quando non le vedi più?
la domanda non è dove stiamo andando
ma che profumo hanno le rose argentate da dodici lune
i polsi legati nella schiena per usare solo labbra d’arance
e le stelle friniscono nelle nari quando ti mastico la bocca di baci
così da ascoltarti raccontarmi la spuma della notte
se non fossi mai esistito non potrei guardarti negli occhi
e farti sentire l’alba del mondo proprio sopra l’ipotenusa del cuore
il lato più lungo dell’anima
André Che Isse
TRA L’ALBA E L’ETERNO UN’ORA DI BACI
solo pochi secondi ancora per un ultimo bacio
allora tutto diventa importante anche quelli mai dati
se si sapesse in giro quanto prezioso è ogni istante
ma lo sanno solo quelli consapevoli di non averne più
allora tutto diventa irripetibile e le lacrime cristalli d’amore
peccato che sia troppo tardi avere solo pochi secondi ancora
ma se lo si sapesse prima di morire per sempre
prima quando ancora l’alba sarà per sempre e le fronti ammusate
se lo si sapesse prima allora ti sussurrerei ti amo per sempre
e ti bacerei almeno per un’ora senza staccarti le labbra dal fiato
invaligerei tutto il tempo del mondo
per amarti dove è ancora per sempre
André Che Isse
STRALI DI SALIVA
fermati quando la pelle affoga nei cerchi d’acqua
lasciati disarcionare la chioma nella schiena d’arciere
e bacia l’amore tra i denti e la gola
non aspetterò il giorno di vetro per masticarti il fiato
ti ruberò l’anima per regalartela a colazione
dispersi nell’ebbrezza sbavata tra le bocche di saliva
ancora ti colo le ore nelle nari
e ti morderò la nuca fino a luna piena
senza lasciarti slegate le mani di desiderio
fermati quando i talloni stirano l’orlo della sua gonna
asciugati il sesso con labbra di nubi
e percorri tutti i giorni come un solo lungo giorno d’amore
André Che Isse
EBRO DI VITA
non cerco il senso della vita ci cammino attraverso
le mie braccia danzano la forma dei rami mentre tu mangi mele
seduti ad aspettare il primo bacio
mastico il tempo senza mandarlo giù
come uno sciamano che viaggi tra le quinte dei sogni
fosse anche soltanto per due battiti di ciglia
basterebbe nascere per guardare il mare
basterebbe distendere i miei piedi nei tuoi e amarti fino alla fine del mondo
basterebbe il fiato dei pensieri inaurati
ho lasciato la via battuta per scoprire il profilo della nuca
perché l’equilibrio dei giardini pensili non si compra al mercato
e non basta bramare la felicità se non la si semina nel fiato
ora mi sento con il vestito della festa stando nudo
e quando guardo la luna mi lascio abbrunire d’argento
ascoltando il mondo intero come una sola grande persona
André Che Isse
TU ANCORA NON SAPRAI COME SCIVOLA SULL’ACQUA LA VELA
profumano le tue dita nella mia bocca
la bellezza mi lecca l’eclittica delle labbra
mentre le gote stanno abbracciate di baci
la luna ha già spiato il nostro bacio in fondo al viale
mentre ammusi il tuo fiato nella nuca dei miei pensieri
così come il mondo ebbe principio dalla collisione di comete
pensa a un giardino nel mio cuore dove i fiori sono stelle
i nostri occhi sono dèi che si cercano nell’unica notte che conosciamo
e quando lo sguardo incendia i pianeti siamo il tempo stesso
fino a quando mi distinguerò dal nulla berrò il tuo amore
capriolando in mille giardini di fiori con le tue braccia nella luna
e il mio risveglio nella tua bocca innevata
André Che Isse
BERE LE NUBI
che cosa siamo se non dèi
imperatori a colazione sull’erba
timonieri di foglie
possiamo raccontarci alberi
collezionare istanti
e ubriacarci di nubi
prima di morire c’è l’eterno
per capire almeno l’increspatura del sole
e contare i rami carichi di mele
ho fatto una torta con l’orlo del pensiero
ne ho affondato il volto sporcandomi d’ebbrezza
così aspetterò la prima pioggia per levigarmi le gote
André Che Isse
