I PIEDI SCALZI DI LUNA

posso sentirmi l’universo tra i denti
il calice seminale di dioniso nel fiato
e danzare tra fiori di loto sacro ebbro

i piedi allunati scalzi degli arcieri
e il sentiero che dalla nuca porta al principio del mondo
tessono la crapula di dio

sarò auleta stilita che divora ali icarie
ridda d’angeli dietro l’universo
ma tengo tra le dita il sesso delle stelle

per sempre sull’ipotenusa dell’eterno
inzafardato di luna
e discoforo d’amore

André Che Isse

I GINOCCHI DEL SOLE

perché avremmo gambe che corrono la luna
se non per danzare l’inizio del mondo

ogni passo è invenzione di vento
gesto che infila le maniche nelle stelle

perché dita da carezzare gote d’amore
se non per ubriacarsi di primavere

e i ginocchi degli arcieri come pietre calde nella schiena
per scoccare i sogni che ci baciano in bocca

perché vestirsi di desiderio per troneggiare nudi atleti
se non per strappare il cuore del sole

hanno inventato la vita per noi sulla nuca degli dèi
e come possiamo non scavallare i fiori tra i denti

André Che Isse

EBBRO D’ETERNO

penso attraverso la luna
quando la piega della luce rivela l’impronta dell’anima

le mani possono danzare il mondo
proprio tra l’eterno e il monello sull’albero

apparecchiando la passione
il fiato del cuore è ancora prima che nascesse l’universo

me ne sto ebbro dietro la luna pettinando le stelle
ulisside ranciato di sole

André Che Isse

IL LABIRINTO DI UN LOTOFAGO

ci sono notti allungate come la tua chioma che vestono la schiena d’amore
sono come un cesto di baci versato dalla nuca

e notti che nereggiano un fiato denso quanto il fondo di un oceano
dove potresti morire mille volte e guardarti morire senza dio alcuno

morsicarti le labbra per intenerire un circolo d’angeli
e urlare nubi di piombo

ma nella segreta della notte un filodarianna da prima del mondo
prima che le tue dita potessero conoscere la mia bocca bagnata

prima che un lotofago disteso sul mio letto sognasse l’uovo dell’universo
dove l’albume dei pensieri spuma i tuoi occhi di luce

ci sono notti che non finiscono con il giorno che eternano nelle stelle
e tu rimani sospeso d’amore per sempre,per sempre eiaculato d’amore

André Che Isse

André Che Isse IL LOTOFAGO PREADAMITICO

André Che Isse
”IL LOTOFAGO PREADAMITICO”
74x208cm
opera retroilluminata
febbraio 2016

HO PORTATO LA NEVE SULLA LUNA

quando stendo un braccio scrivo l’universo
un ramo ingemmato di stelle nelle nari di uno scriba
un orizzonte dove cade il mare e svapori lo sguardo

mille i nomi delle nubi tra le mani di un vasaio
la tua bocca nelle neve aperta come un pozzo
ogni istante rinasco imparadisato dietro l’universo

c’è un angolo ebbro dove si sniffa il fiato
è come invaligiare la neve come diamanti
ma da ora ti bacerò soltanto sulla luna

sarebbe così bello riuscire a creare senza mai mostrare
solo la lunghezza di un braccio in una stanza dietro la luna
seduto in cima all’albero più lontano dal mondo

André Che Isse

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André Che Isse fotografato da Rosario Santimone
live performance 11.10.2015

LA BALENIERA DI DIO

mi sono seduto nella direzione del gomito
volevo solo guardare la prua degli dèi squarciare il tempo

ma è nell’angolo che nasce il desiderio di dio

e quando il gesto sale alla luna per toccarle il sesso
il monello con la marmellata sulle dita si arrampica sul melo

il fiato di dio s’inalbera insieme all’amante che bacia tra le scapole l’universo

cerco sempre di sedermi tra le vele ascoltando eiaculare le stelle
lasciando la bocca socchiusa perché possano entrarvi le balene

André Che Isse

André Che Isse live performance 2015

André Che Isse fotografato da Rosario Santimone,
live performance 11.10.2015

LA CURVA DI UNA GOTA

mangio una mela come amo la luna
e tracanno rugiada come fiato d’afrodite

seguo i pensieri dei rami perché auscultano il dorso dell’universo
dove la neve arriva ai ginocchi senza bagnare le nubi

mi siedo spesso come fosse per sempre
come nelle mie giornate allungate d’eterno

ma ci sono ancora alberi nati prima della scrittura
e quando mi raccolgo la gota sul palmo è il frutto di quegli alberi

André Che Isse

MI PETTINO CON CURA PRIMA DI RACCOGLIERE STELLE

ci innamoriamo di angeli caduti dallo spazio
infilando le gote nelle pieghe delle ali

ho abbottonato con cura la luna nella schiena
e cucito mille baci dietro l’universo

mentre gocciano i desideri degli dèi sulla dorsale del fiato
mentre divoro la neve

e pensare che avremmo il sapore dell’infinito tra le dita
imbandigioni d’amore in tazza grande

André Che Isse

AMMUSATO DI LUNA

una mano sull’universo per sentirlo amare
l’altra è braccio d’arciere

fosse anche soltanto il passaggio di un sole in un solo meriggio
nascendo soltanto per un bacio e staccarsene le labbra morendo

ho abitato l’infinito dei pensieri argomentando l’incantesimare genetico
e i talloni ora tracciano le gote degli dèi

una mano sulla bocca dell’universo per sentirlo sussurrare
l’altra nel suo sesso di stelle

non importa se ci dimenticano con la notte
la luna si siede sempre negli occhi di chi l’affissa

oggi è un giorno importante non perché sia festa sulle piramidi
ma perché è un altro giorno per baciare l’universo in bocca

André Che Isse

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André Che Isse fotografato da Rosario Santimone,
live performance 11.10.2015

FILODARIANNA ICARIO

il mio gomito è l’angolo sulla luna
e sul palmo albergo la gota del mondo

lo sguardo incantesimato sull’eclittica poietica
dove tesso l’archè amoroso

sicuramente m’incendio nel luccichio dei tuoi occhi
danzando palazzi di stelle con bracci icari

c’è un filodarianna dietro l’universo che arriva in fondo all’eterno
ha la stessa sostanza di saliva che lega i baci alle bocche

André Che Isse

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André Che Isse fotografato da Rosario Santimone
live performance 11.10.2015