sono stato per sempre un attimo di pensiero in mezzo all’eterno
la distanza annullata sull’alma
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e quando la misura dei bracci è stenditura dell’anima
è il cielo che s’appoggia alle scapole
e l’equilibrio delle idee equilibra l’essere sull’esserci
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ho curvato il gesto per massa d’eterno
quando danzo il cogito s’invera su tela
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suggo l’immenso che coltivo
prima di nascere il mondo solo un filodarianna
se unisco i puntini degli astri ci cammino scalzo
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l’incesso illeggiadrito sull’eclittica è luccicanza eudemonica
così arrovescio l’attimo per sbattimentare l’eterno in tazza raku
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André Che Isse





