André Che Isse
”Il trittico nei sogni della luna”
opera retroilluminata
settembre 2014
André Che Isse
”La poesia degli dèi”
VERNICE E DANZA
MERCOLEDI’ 8 OTTOBRE ALLE 18,30 ALLO SPAZIO TADINI, Via Niccolò Jommelli 24 – 20131 Milano
ELOISA MANERA AL VIOLINO
16 QUADRI RETROILLUMINATI in esposizione fino al 25 ottobre
Quando principio una danza: il primo gesto del mondo,come prima poesia”.
André Che Isse
cosa sogna la luna?
i sogni degli amanti che sanno volare?
i passi di un pensatore color notte?
o soltanto l’argento riflesso nell’acqua di Narciso?
ti mastico le labbra perché odorano di luna
cerco la tua schiena innevata sotto le comete
e ho costruito una scala per arrivarti nel fiato
come sogna la luna?
senza mani in bicicletta nel sentiero bianco di sassi?
rubando i desideri delle querce?
o soltanto specchiandosi la chioma?
quando guardo la luna che ti è caduta in bocca
sognano i baci
e se potessi creare un mondo lo vorrei con 12 lune che ti sognano
André Che Isse
”Il vasaio degli dèi per il tavolinetto dei sogni della regina Hatshepshut”
120x60cm,carboncino su tela écru ,agosto 2014
se lascio andare le mie mani si appoggiano sul cuore
quanto è immenso il sorriso d’amore
e non importa perdere i baci tra le nubi
quando nello sguardo s’infilano le stelle
quelle che profumano di cedro
quelle che fanno cigolare le ginocchia
e piangere al solo petalo di labbra
se lascio i pensieri respirare si appoggiano sul cuore
e non c’è luna più dolce che non sia custodita da lacrima innamorata
forse siamo nati nel cuore di una cometa
o forse siamo solo ginocchi alla deriva tra universi
ma col fiato che si appoggia sul cuore
André Che Isse
Gli chiesero di aprire la mano:
”Tre desideri potrai eternare sul palmo!”
Edran non lasciò scivolare altro tempo,già sapeva cosa avrebbe voluto portare con sé nell’infinito:
”Donatemi l’eternità del pensiero,
il tempo che non ha fine,
e che il mio fiato di seta non svapori nel nulla”.
”Hai fatto la tua scelta!
Ora plasma tre vasi per raccogliere i tuoi desideri,le tue mani d’artefice saranno custodi perenni…”
André Che Isse
la bocca si appoggia sul giorno
proprio prima che tutto svapori
e se riesco a guardare più in fondo
ad afferrare il tempo prima che tocchi la luna nel pozzo
e a percorrere scalzo l’oceano
allora i mondi usciranno pazzi sui palmi
lasciando le stelle nel cuore
lasciando la saliva nei baci
proprio tra le labbra e l’amore
André Che Isse
tanto quanto d’eterno
di niente in un lampo
ubriachi di luce salivati di stelle
senza conoscere l’origine del mondo
non siamo mai nati fuori dal fiato
ma nel fiato l’albero delle mele
ecco la bocca sul sesso del cielo
il resto sono nuvole sparse
André Che Isse
I vasi che la regina Hatshepshut ordinava ad Edran,vasaio degli dèì,possedevano due qualità:
I. Custodi Esoterici,racchiudevano la quintessenza concettuale degli dèi,nonché l’archè,origine delle cose;
II. Ostensori Essoterici di Forma,forieri di bellezza,sculture aurorali della curva:
quando la regina curvava il braccio principiando una danza nella sala delle stelle,senza soffitto e dal pavimento di sabbia nera,seguiva il ventre dei vasi;
quasi che le mani di Edran a plasmare la creta si unisse al moto di regina;
è possibile che Edran fosse per la regina Hatshepshut l’amante segreto più ineffabile…
André Che Isse
Le piaceva accarezzare il tempo,ingraziarselo col miele del fiato.
Il tempo ama chi ama il tempo.
E la regina Hatshepshut al tempo dedicava l’attenzione del pensiero:
quando l’atomo trama l’istante,la regina è lì:
sella la topografia della storia:
il suo fiato mentre fiorisce di rose allunga le dita ai pensieri:
lei siede sul trono proprio quando il sole le apre la bocca.
Ed esiste un quanto della tessitura del tempo in cui l’Uomo può catturargli la fragranza d’eterno.
E la regina Hatshepshut dal vasaio degli dèi si era fatta fare due vasi:
”Vasaio Edran! voglio che voi ci creiate due contenitori per rinchiudere il tempo:
nel primo vi albergherò tutto il tempo del mondo,e dal secondo berrò gli atomi d’eterno”…
André Che Isse