André Che Isse
“La Curva Ebra dell’Haiku,
studio primo”
77×77 cm
tempera nera da muro su foglio A4 di carta velina invecchiata,
matita nera,nastro carta,vernice lucida finale
su misto cotone
maggio 2019
OPERA RETROILLUMINATA
un sasso buca l’acqua
un tonfo musica l’universo
sui palmi m’affiora la quiescenza di un dio
ma come inizia un amore?
tra due dita un fiore!
mentre sorride il disio
sul volto apparecchia la pioggia
nessuno può sceverare la commozione dal cielo!
tranne il cuore vermiglio
voglio essere una luna di saturno
amata dai cerchi d’un sasso gittato nell’acqua
così come amo coi bracci cerchiarti di fiori
André Che Isse
la pelle dell’anima si piega come stele di vento
senz’angoli
là dove annoda la china di fiato il tuo guardo
il pensiero è fatto con la stessa materia dell’universo
ma c’è una curva nel gesto che appartiene alla massa del cuore
tanto quanto bracci di luce nascano dal nucleo del sole
non conosco nulla fuori le mie mura molecolari
la mia curva del braccio è dima sciente
da dietro l’universo fin dove cade il mare danzo a gomito scalzo
la luccicanza del tuo riso è coltura eudemonica
la raccolgo per apparecchiarmi il giorno
e tu siedi con me le arance tra i ginocchi
André Che Isse
oh dolce è il viaggio che rimane nel letto!
appena sopra un sogno
quel tanto che basti a perambularne l’erbe
ho in petto un serraglio emozionale di fuoco!
i talloni sull’eclittica dionisiaca
mentre invero un trancio d’eterno scalzo
magnifico è tenersi il pensiero addosso
come un’amante da cui non si possa toglierne il guardo
un pensiero materiato di sciente desossiribonucleico
4 miliardi e mezzo di anni per nascere
100 milioni di anni il primo giorno di pioggia
una frazione di secondo per morire
André Che Isse
palle di neve leggere
risa conserte
felicità sulle gote rosse
le singole molecole d’amore
nessuna esclusa
scivolano tutte tra i tuoi occhi
ancora non ha nevicato
e sono madido di sole
anche di giorno ti vedo nella luna
sulla pelle del mio pensiero
senza staccarti regina dal foglio
carta di riso odorosa le tue labbra
André Che Isse
I
ebbrezza tattile
lordato d’estate
tesso l’estasi del cogito
II
come non essere di dioniso!?
freccia adamantina scoccata!
con queste mani ubriache d’amore!
III
basterebbe essere solo occhi
affissare il difformarsi incorrotto di nubi
per alchimiarsi in mille ori alipedi
IV
mentre già posso correre la gioia
collezionare lunghezze di fiato
trangugiando pelle d’eterno ebbra
André Che Isse
I.
ciliegi bianchi nevicano fitti
marmellata di fagioli rossi sulle tue dita
colleziono lune giganti rosse
II.
mi fermo sempre sotto una luna
rallento il passo guardando sussurrare le nubi
tu sei nata prima dell’universo
III.
preferisco le stelle agli uomini
a meno che non le abbiano inventate
amo quando mi racconti le stelle
André Che Isse